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Vittorio Sgarbi, "Dominio del mondo gay". Attacco al bacio tra due donne nello spot delle caramelle | Video

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Vittorio Sgarbi continua la battaglia contro lo spot delle caramelle Dietorelle. "E' il dominio del mondo gay", tuona in un nuovo video pubblicato su Facebook che prende di mira la pubblicità che mostra due donne che si baciano, due adolescenti in atteggiamenti affettuosi e un uomo sul letto con due donne. "Sono un nostalgico della pubblicità del Mulino Bianco", dice il parlamentare e critico d'arte. "All'epoca quella pubblicità indignò chi considerava scorretto indicare come unica prospettiva quella della famiglia tradizionale cristiana. Che cosa si dovrebbe dire oggi?".

 

 

"Sono costretto - continua - a subire Dietorelle che mi mostra due donne che si baciano e un uomo con due donne. Non vedo perché non si dovrebbe indignare chi crede nella famiglia tradizionale". Poi continua giudicando osceno il filmato. "La pornografia non c'è più, la pedofilia non c'è più, ora bisogna seguire solo il concetto di omofobia e dunque dobbiamo accertare il modello di famiglia che ci vuole imporre Dietorelle". Dunque Sgarbi la butta in politica legando ancora la battaglia al dibattito in atto sul disegno di legge Zan contro l'omofobia. Il parlamentare da giorni lo ha criticato pur specificando di non essere contrario al riconoscimento dei diritti. "Siamo davanti al dominio del mondo gay che vuole dare a tutti un modello unico".

 

Nostalgia per la pubblicità Barilla. La “Famiglia Dietorelle” sostituisce quella cristiana. E’ il dominio del mondo gay.

Nostalgia per la pubblicità Barilla. La “Famiglia Dietorelle” sostituisce quella cristiana. E’ il dominio del mondo gay.

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Domenica 16 maggio 2021

 

Per Sgarbi, invece, "occorre che i bambini siano risparmiati dall'obbligo di scegliere un modello. La loro natura dirà chi sono. Non c'è bisogno di leggi, di norme, di appelli di professori e di panchine arcobaleno per imporre loro una visione. Lasciamo in pace i bambini". Il critico nelle scorse settimane aveva ingaggiato sul tema anche un confronto a distanza con Fedez e Chiara Ferragni criticando la loro campagna a favore del disegno di legge Zan. Il critico aveva anche pubblicato dei passaggi di alcune canzoni del passato del cantante che contenevano parole potenzialmente omofobe.