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Davigo e i verbali al Csm, Di Matteo: "Dobbiamo essere i primi a rispettare le regole”

Il magistrato: "Quello che mi fa specie è che non sia stata formalizzata la circolazione dei verbali"

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Il magistrato Nino Di Matteo, ospite a Piazzapulita di Corrado Formigli su La7, ha commentato la posizione dell'ex magistrato Piercamillo Davigo sui verbali di Amara portati al Csm: "Noi facciamo i magistrati e dobbiamo essere i primi a rispettare le regole. Io ho sempre formalizzato, ho sempre scritto. Quello che mi fa specie è che non sia stata formalizzata la circolazione dei verbali”. E ancora: "Anche a me è capitato più volte di trovarmi di fronte a situazioni delicate e molto coinvolgenti facendo le indagini e anche in relazione a problemi con altri colleghi dell'ufficio. Ma io ho sempre formalizzato, ho sempre scritto. Noi al Csm giudichiamo quotidianamente i magistrati di tutta Italia contestando spesso il mancato rispetto delle regole". 

 

 

Poi Di Matteo ha toccato e approfondito altri temi con concetti sicuramente interessanti e mai banali. Su Piero Amara: “Non l’ho mai conosciuto, ne avevo sentito parlare soltanto dalle cronache. Io ho pensato subito a un tentativo di condizionamento dell’attività del dottor Ardita al Csm”. Sulla loggia: "Sarebbe grave se esistesse, ma più grave se la loggia fosse un'invenzione e avessero coinvolto Ardita, che ha sempre contrastato i poteri forti. Ho sempre detto che nel Csm ci sono correnti e vere cordate, ma la magistratura non è marcia".

 

 

Sui rapporti tra politica e Csm: "In questo momento di grande difficoltà della magistratura ci può essere una parte della politica e del potere in generale, trasversale ai vari schieramenti, che può anche tentare di approfittare del momento per regolare i conti e fare delle riforme, magari spacciate come riforme che possono accelerare l'andamento dei processi o garantire un maggiore controllo sulla omogeneità dell'esercizio dell'azione penale, ma che in realtà vogliono rendere il pm collaterale e servente rispetto al potere politico".