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Enrico Letta, la solita tattica: dalla parte di Giorgia Meloni per isolare Salvini

Pietro De Leo
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C’è un vecchio vizio della sinistra italiana, ossia puntare il numero due in campo avverso, cospargerlo di incenso ed altri aromi, far leva su una specie di riconoscimento di legittimità culturale (del tutto senza fondamento, peraltro) e tentare di far leva sulle divisioni. Questa regola si applicò su Gianfranco Fini, quando la tensione con Silvio Berlusconi cominciò ad avere livelli irreversibili di ebolizione. Oggi, operazione simile la sta tentando Enrico Letta nei confronti di Giorgia Meloni. Il leader del Pd utilizza nei confronti della presidente di Fratelli d’Italia toni ben più concilianti, abbottonati ed inscatolati nel fair play rispetto a quelli duri, ultimativi ed a volte sprezzanti rivolti a Matteo Salvini.

Eppure, particolare di non poco conto, il Pd è momentaneamente socio della Lega nel governo di unità nazionale, mentre Fratelli d’Italia è all’opposizione. Stamattina, in un’intervista radiofonica, Letta si è schierato con Giorgia Meloni sulla questione Copasir, la cui presidenza è rivendicata da Fratelli d’Italia e la Lega, uscente, al momento non molla. Ha ragione lei, ha sentenziato Letta, è giusto le spetti la presidenza. Ma si è anche spinto oltre. “Comprerò il libro di Giorgia Meloni –ha promesso il segretario Pd - Lo dico sinceramente, mi interessa leggerlo”. La tattica politica che passa sopra a tutto, ad anni di strali, di ondate di retorica antifascista e di additamento di Fratelli d’Italia per la derivazione storica con il vecchio Movimento Sociale. Ovviamente erano già delle posizioni autenticamente demagogiche e del tutto vuote, ma oggi se ne ha conferma più solida.

Così come l’altra operazione di Letta, quella di non escludere alleanze con Forza Italia, mira ad aprire la crepa nel centrodestra sull’altro lato. Insomma, di qua e di là, l’obiettivo è isolare Salvini a casa sua. Obiettivo ambizioso, certo. Ma la cui realizzabilità dipende sempre da chi prova a realizzarlo. Nel caso in questione, Letta guida un partito che non è mai stato compatto sul suo nome e il tentativo di alleanza con il Movimento 5 Stelle non si sta dimostrando così facile come potesse sembrare. E questo è l’altro vizio della sinistra: guardare in casa d’altri facendo finta di ignorare le condizioni della propria.