Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Piero Amara, l'avvocato e il caso della Loggia Ungheria. Ennesima vicenda che scuote la magistratura

  • a
  • a
  • a

Il caso della Loggia Ungheria stasera, domenica 9 maggio, sarà al centro di Non è l'Arena, il talk di La7 condotto da Massimo Giletti, inizio alle ore 20.35. E' l'ennesimo caso che travolge il mondo della magistratura, dopo quello che aveva coinvolto Luca Palamara. Si sta indagando su quella che sarebbe una associazione segreta che cercava di condizionare le nomine oppure addirittura era capace di creare macchine del fango per incidere in alcune decisioni. Per ora sono soltanto ipotesi sulla Loggia descritta dall'avvocato Piero Amara, condannato e inquisito per i depistaggi contro l'Eni e per alcuni episodi di corruzione in atti giudiziari. Stando alle accuse mosse dallo stesso Amara, la Loggia era costituita da politici, magistrati, imprenditori, avvocati e persino uomini dei vertici della polizia. Lui ne parla come se fosse pentito. 

La vicenda sembra essere nata all'interno del Consiglio superiore della magistratura. Scuote non solo il Csm stesso ma anche diverse procure italiane per i verbali "segreti" che stanno circolando e che conterrebbero gravi accuse, anche se ancora non risultano riscontri sulla lista degli eventuali affiliati né tantomeno su ipotetici incontri. I verbali al momento non sono considerati attendibili, così come la Loggia Ungheria. Figura fondamentale è comunque quella di Piero Amara che è stato interrogato sia a Milano che a Perugia. E toccherà anche al suo socio, Giuseppe Calafiore: anche lui pare intenzionato a collaborare. Attualmente Amara è indagato a Perugia per associazione segreta. E' stato lui stesso un testimone delle accuse nelle indagini nei confronti di Luca Palamara: sono state ritenute credibili a differenza di altre testimonianze. L'avvocato inoltre avrebbe fatto anche nomi di altri magistrati. 

Ma quale è la storia della presunta Loggia Ungheria? Nel 2019 Amara parla con i magistrati di Milano e sostiene l'esistenza di una lista di quaranta nomi che apparterrebbero alla Loggia. Suggerisce come è possibile rinvenire la lista, cosa che però non avviene. I riferimenti finiscono per essere trovati nel suo stesso computer, anche se lui parla di annotazioni che erano state fatte sugli accordi per le nomine negli uffici giudiziari e per concludere affari in cui avrebbe fatto da mediatore. Amara avrebbe inoltre consegnato audio con colloqui registrati che proverebbero l'esistenza della fantomatica Loggia Ungheria. Sostiene di avere anche materiale video in grado di dimostrare rapporti tra persone che "pubblicamente negano addirittura di conoscersi". Nella primavera del 2020 le copie del materiale estratto dal computer vengono consegnate a Piercamillo Davigo. Della questione se ne parla informalmente nel Csm ma le carte restano nell'ufficio dello stesso Davigo. Dopo il suo pensionamento verbali vengono spediti ai giornali che denunciano l'arrivo di documenti non timbrati. La procura di Roma apre un'inchiesta e mette sotto accusa la segretaria di Davigo stesso, Marcella Contraffatto. E' stata lei a inviare? Nella sua abitazione, tra l'altro, vengono trovate copie. Nei prossimi giorni potrebbe essere convocato Davigo stesso.