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Covid, Salvini: "Ora riaperture e no coprifuoco". Ma Draghi predica prudenza

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Il segretario della Lega, Matteo Salvini, torna a pressare il governo di Mario Draghi per il superamento del coprifuoco. "Anche oggi 17.394 guariti e 532 dimessi dagli ospedali, di cui 42 dalle terapie intensive. Questa settimana chi potrà dire no a riaperture e no coprifuoco?", ha scritto su Twitter.

 

"Tornare a visitare e abbracciare genitori e nonni nelle case di riposo, da domani (in assoluta sicurezza) finalmente si può. Un altro passo in avanti nel nome della vita e della normalità, bene!", aveva scritto poco prima commentando l'ordinanza firmata dal ministro della salute, Roberto Speranza, che ha disposto la possibilità di tornare a fare visita ai propri cari nelle Rsa, disponendo le misure di protezione e sicurezza da adottare. Sollecitazioni che tuttavia sembrano andare in direzione opposta rispetto a quanto detto nel pomeriggio dal premier Mario Draghi dal Portogallo. 

 

Alla domanda se la spunterà, o meglio se il coprifuoco verrà rimosso, il presidente del Consiglio risponde partendo dai numeri, come è solito fare, per spiegare che bisogna procedere per gradi. "Io, come credo la maggior parte degli italiani voglio riaprire, voglio che le persone tornino fuori a lavorare, a divertirsi, a stare insieme. Ma, come ho detto l’altra volta quando abbiamo parlato di questo, bisogna farlo in sicurezza, cioè calcolando bene il rischio che si corre".  I dati, chiarisce, sono "abbastanza incoraggianti", sia sul fronte delle vaccinazioni che dei ricoveri, delle terapie intensive e delle vittime. "Questo è anche, ovviamente, merito delle misure già intraprese. Quindi se l’andamento dovesse continuare in questa direzione, chiaramente la cabina di regia procederà ad altre riaperture. È importante essere graduali anche per capire quali riaperture hanno più effetto sui contagi e quali meno. Noi aspettiamo per dirvi ancora l’importanza di fare queste cose con attenzione, prudenza e gradualità. Farle sì, ma essere prudenti", ha rimarcato il premier.