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Rsa, firmata l'ordinanza: green pass e mascherine ffp2 per le visite

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Il ministro della salute, Roberto Speranza, ha firmato l'ordinanza che norma l'accesso alle Rsa. Nello specifico, il testo dispone la necessità di avere il green pass e indossare mascherine ffp2. L’ordinanza avrà "effetto immediato", precisano dal ministero della Salute e resterà valida fino al 30 luglio 2021.

 

Uno dei punti salienti è proprio il green pass: al terzo comma dell’articolo 1 viene spiegato che i familiari e i visitatori, al momento dell’accesso, dovranno esibire esclusivamente agli incaricati delle verifiche le "certificazioni verdi Covid-19", previste dal decreto legge del 22 aprile. Un concetto ribadito anche nel documento che detta le modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori in queste strutture. I green pass, viene spiegato, "possono essere un utile strumento di orientamento alla regolamentazione delle visite e delle uscite programmate, compatibilmente con la situazione locale e con la specificità di servizi e strutture che possono accogliere utenti con diverso grado di fragilità e rischio di trasmissione infettiva". Viene puntualizzato anche che "il possesso e la presentazione delle certificazioni verdi non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio né l’interruzione di programmi di screening ove previsti".

 

Fissate modalità accesso e uscita, ma direttori e autorità sanitarie possono adottare misure più restrittive se necessario. L’ordinanza disciplina l’accesso di familiari e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti, e strutture residenziali socio-assistenziali. Accesso, si legge nel testo, consentito nel rispetto del documento che detta le modalità di accesso e uscita, adottato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come integrato e validato dal Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus. Al comma 2 dell’articolo 1 si precisa che "il direttore sanitario o l’autorità sanitaria competente, in relazione allo specifico contesto epidemiologico, possono adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione".