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Albertini rinuncia alla corsa a sindaco, Salvini furioso con gli alleati di centrodestra

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Gabriele Albertini rinuncia alla corsa per la poltrona di sindaco di Milano alle prossime elezioni amministrative con il centrodestra. Lo annuncia con una lettera al quotidiano Libero, in cui spiega la sua decisione con la volontà di restare in famiglia. "Grazie per l’affetto ma resto in famiglia" è infatti il titolo che campeggia sulla prima pagina del quotidiano, accanto a un editoriale di Vittorio Feltri che chiosa: "La tua rinuncia è il funerale di Milano". "Se fossi stato candidato ed eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala d’entrare nella Giunta municipale, come vicesindaco, d’unirsi a me nel governo della città, magari accompagnato da alcuni assessori suggeriti da lui e/o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono", ha scritto lo stesso ex sindaco di Milano Albertini.

 

 

"In altre circostanze non avrei mai pensato a un progetto così insolito - ha aggiunto - per qualcuno forse così inconcepibile e persino farneticante ma viviamo tempi molto particolari e gravi". Immediata la replica dello stesso Sala su twitter: "Lo ringrazio per le sue parole e per la sua stima. E' un gentiluomo e non lo scopriamo certamente oggi. Ora però mi attende una sfida impegnativa: convincerlo a votare per il suo futuro, mancato vice", ha scritto l'attuale primo cittadino di Milano.

 

 

Intanto il segretario della Lega, Matteo Salvini, recrimina per le esitazioni degli alleati di centrodestra sui candidati nelle grandi città, in particolare Milano, appunto e Roma. "Sono mesi che cerco di costruire e unire il centrodestra in vista delle amministrative. A Roma e Milano avevamo i candidati giusti: Bertolaso e Albertini, ma altri hanno detto no per settimane e mesi e loro hanno perso la pazienza - ha sottolineato -. Ora spero che chi non era d’accordo abbia proposte alternative, perché sia nella Capitale che nel capoluogo lombardo possiamo e dobbiamo vincere. Entro poche settimane dobbiamo decidere".