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Fedez, Vittorio Sgarbi senza freni: "La sua cosa buona è Chiara Ferragni"

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"Comunque, la cosa buona di Fedez è la Ferragni", un Tweet al veleno quello con il quale Vittorio Sgarbi ha deciso di entrare a gamba tesa nella polemica del momento, ossia le parole pronunciate da Fedez sul palco del concertone del 1 maggio a sostegno del disegno di legge Zan contro l'omofobia e di attacco alla Laga che ostacola l'approvazione. Il parlamentare e critico d'arte era già intervenuto sulla faccenda con un post di critica al cantante: " "Se decidi di partecipare al concerto del Primo Maggio parli di lavoro, non fai un comizio per attaccare i tuoi avversari. Diversamente, il tuo ruolo non è quello dell'artista, ma di un militante che utilizza il servizio pubblico per propagandare le proprie idee politiche".

 

 

Ma come è detto non è finita. Sgarbi dopo l'accenno a Chiara Ferragni ha pubblicato un terzo post contro Fedez nel quale gli rinfaccia - come ha fatto in qualche modo anche Selvaggia Lucarelli - alcune frasi contro i gay contenute nei testi delle sue canzoni o in alcune dichiarazioni del passato.  Sgarbi cita due versi: "Ho un odio represso verso telle le persone Gay" (Faccio Brutto 2013) e "Io lo so che ti piacciono le canzoni Gay, più ti guardi allo specchio, più ti credi una lei" (Fedez - Canzone da Gay 2006). "Quello che scrive queste cose è lo stesso “campione” dei diritti civili salito sul palco del concerto del Primo Maggio? Chiedo per un amico", scrive il parlamentare su Twitter.

 

Quello che scrive queste cose è lo stesso “campione” dei diritti civili salito sul palco del concerto del Primo Maggio? Chiedo per un amico.

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Domenica 2 maggio 2021

 

Sgarbi aveva già criticato Fedez qualche settimana fa quando, insieme a Chiara Ferragni, aveva iniziato la campagna per chiedere l'approvazione veloce della legge Zan. Il parlamentare era stato chiaro: "Si tratta di pedofilia di Stato" per poi però spiegare: "Non sono contrario ai dititti per gli omosessuali. Non mi piace che si voglia imporre una visione a dei bambini secondo la quale essere etero o non esserlo è la stessa cosa. Bisogna lasciare liberi gli individui di sviluppare da soli le proprie preferenze sessuali senza nessun condizionamento".