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Mezz'ora in più, Orlando: "Reddito di cittadinanza fondamentale, ma serve altro per creare lavoro"

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"Il reddito di cittadinanza è stato utile per contenere la povertà, ma serve altro per creare delle politiche attive del lavoro". Lo ha detto il ministro Andrea Orlando ospite di Mezz'ora in più domenica 2 maggio rispondendo dalle domande di Lucia Annunziata sulla situazione del mondo del lavoro alle prese con la pandemia.

 

Il ministro Andrea Orlando ha iniziato parlando dei lavoratori dello spettacolo fermi di fatto da più di un anno a causa della pandemia. "Assumeremo presto iniziativa io e Franceschini per i lavoratori dello spettacolo", ha detto il ministro. Lucia Annunziata ha introdotto il tema del lavoro mostrando i numeri della perdita di occupazione negli ultimi mesi a causa dell'emergenza sanitaria: meno 945 posti di lavoro, 355 mila euro tra gli autonomi e 590 mila tra i dipendenti. Il disagio sociale, ha sottolineato Orlando, è tangibile. "La situazione è particolarmente grave in alcuni settori che si sono dovuti fermare e in alcune nicchie all'interno di settori che apparentemente hanno subito di meno la crisi. Penso a tutte quelle imprese dell'alimentare che lavorano per la ristorazione che sono a loro volta ferme". Dunque per Orlando bisogna intervenire "sui singoli settori per aiutare chi è in difficoltà e per capire come cambierà il mercato del lavoro dopo la pandemia". Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza per il ministro va mantenuto "perché ha salvato molte famiglie dalla povertà durante la pandemia" ma non si può continuare a creare "che sia uno strumento utile per le politiche attive del lavoro. Dobbiamo lavorare su centri per impiego e sulla qualificazione professionale. Unione tra pubblico e privato in questo è possibile".

 

 

 

Il ministro ha affrontato anche il tema del giorno. Ossia la polemica tra Fedez e la Rai per le presunte ingerenze sul discorso che il cantante ha fatto al concertone del 1 maggio a favore del disegno di legge Zan. "Un Nuovo assetto per la Rai potrebbe prevedere una fondazione che metta una distanza tra azionisti e dirigenza, in attesa di questo dobbiamo fare uno sforzo per dare alla Rai una governance più coraggiosa", ha detto il ministro.