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Stuprata dal branco durante la festa, quattro arresti

Christian Campigli
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Il più viscido dei reati. Che trasforma un atto di amore in una violenza. E che lascia tracce profondissime, per alcune persone indelebili. Anche a distanza di decenni. I carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo, piccolo centro in provincia di Trapani, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Marsala, nei confronti di quattro ragazzi, di un'età compresa tra i venti e i ventiquattro anni, per violenza sessuale di gruppo aggravata. Per due di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere e per gli altri due gli arresti domiciliari. La vittima è una ragazza di appena diciotto anni, che, secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stata stuprata durante una festa privata, organizzata proprio dai suoi carnefici.

E' stata la stessa liceale a denunciare la violenza subita lo scorso 8 febbraio, quando si è presentata nella caserma dei carabinieri del suo paese. Che, dopo aver verbalizzato il terribile racconto, hanno subito iniziato le indagini. La studentessa ha raccontato di essere stata invitata, pochi giorni prima, a una festa in una casa a Tre Fontane, a Campobello di Mazara. Rassicurata dalla presenza di due suoi “amici di vecchia data” (i giovani che oggi si trovano agli arresti domiciliari) e “ingannata dagli altri due” (quelli che, attualmente, si trovano in carcere), la diciottenne decise di andare, convinta che al party ci sarebbero state altre ragazze. Insomma, Covid a parte, un normale ritrovo di adolescenti che hanno voglia di divertirsi. Una leggerezza, un errore di valutazione risultato poi fatale. Prima musica e alcol, poi un rapporto sessuale consenziente con uno dei ragazzi in una stanza posta al piano superiore dell’abitazione. Ma, secondo quanto raccontato dalla giovane, “poco dopo l’inizio del rapporto, il giovane non esitava ad invitare gli altri amici nonostante il suo rifiuto e i ragazzi agendo secondo la logica del branco - sottolineano gli investigatori - profittavano della sua inferiorità fisica e psichica che le impediva di resistere”.

Nel tentativo di liberarsi la giovane si sarebbe anche procurata lividi e contusioni che hanno solo scatenato le risate compiaciute del gruppo. Un autentico incubo. Le intercettazioni telefoniche e ambientali, la raccolta di informazioni dalle persone coinvolte e il sequestro degli smartphone degli indagati, hanno permesso ai militari di raccogliere numerosi elementi di prova. I provvedimenti cautelari sono stati disposti dal gip, su richiesta del pubblico ministero, per evitare il pericolo di inquinamento delle prove e l'alta probabilità di reiterazione del reato stesso. Lo stupro dimostra, se ce ne fosse bisogno, come la strada da  percorrere nel rapporto uomo-donna sia anche lunga e lastricata di ostacoli. Perché prendersi con la forza il più intimo dei gesto d'amore è quanto di più innaturale possa esistere. E poco importa se la donna indossa la minigonna, non ha le mutandine o è ubriaca. No significa no. Una società moderna e civile non può che considerare la visione della scrittrice statunitense Victoria Billings come arcaica e superata. “Lo stupro è un mezzo di soppressione della donna culturalmente incoraggiato. Legalmente diciamo di deplorarlo, ma in senso mitico gli diamo un manto romantico e lo perpetuiamo, e privatamente lo scusiamo e lo ignoriamo”. Peccato che a leggerla sembra, al contrario, così attuale. Così contemporanea al nostro presente.