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Vittorio Sgarbi si scaglia contro Speranza: "Incollato alla poltrona, smettila di alimentare la paura"

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Vittorio Sgarbi si scaglia contro il ministro della salute Roberto Speranza nel giorno, mercoledì 28 aprile, della discussione della mozione di sfiducia al ministro Roberto Speranza. In Senato il responsabile della salute ha stigmatizzato il "linguaggio d’odio che sfrutta l’angoscia degli italiani". La risposta del parlamentare e sindaco di Sutri non si è fatta attendere più di tanto ed è arrivata verso l'ora di pranzo attraverso i suoi canali social: "No, caro Speranza, il problema non è l’odio, ma il disprezzo di quanti, come te, disancorati dalla realtà, chiusi nel Palazzo a prendere ordini da 'esperti' che non rispondono a nessuno delle proprie decisioni, non comprendono il dramma di chi ha perso il lavoro e non sa come mettere insieme il pranzo con la cena".

 

 

Poi l'attacco diretto a Speranza: "Smettila di alimentare la paura per continuare a restare incollato a una sedia, tu che non sei esperto di niente". Insomma Sgarbi, e questa non è una novità, si scaglia contro Speranza che è visto da tutti coloro che contestano le misure restrittive come il ministro delle chiusure.

 

La posizione di Sgarbi è sempre la stessa da mesi. Negli ultimi giorni il deputato ha ingaggiato una nuova battaglia contro il coprifuoco. "E' un delitto contro la persona: riprendiamoci la nostra libertà", ha scritto su Facebook. In una nota, Sgarbi ha dichiarato che “questa è la follia di un Governo che sta cercando di trovare una soluzione, ma virologi e medici che hanno dato indicazioni totalmente sbagliate. Ribadisco: il coprifuoco è un delitto contro i diritti, una forma di dittatura al quale occorre ribellarsi, libertà”. Dunque Sgarbi fa appello ai giudici  affinché "facciano qualcosa di utile e restituiscano la libertà ai cittadini, perché nessuno se non un giudice può togliere loro la libertà, questa è una violazione dei diritti elementari, non puoi arrestare nessuno, né consigliare di stare in casa, questi sono dei comportamenti da dittatura".