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Beppe Grillo, il figlio accusato di stupro. Giampiero Mughini: "Lo avrei preso a calci in c**o"

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Il caso del figlio di Beppe Grillo, Ciro, accusato di stupro insieme ad altri tre amici continua a tenere banco dopo che nei giorni scorsi il comico ha pubblicato un video in difesa del giovane che sta facendo discutere praticamente tutta Italia. Uno degli ultimi ad intervenire è stato Giampiero Mughini che ha inviato una lettera a Dagospia (leggi qui)

 

 

"Caro Dago, ti confesso che non c’è nulla che riguardi Grillo padre che mi interessi. Sono forse l’unico italiano che non ha visto la sua sfuriata televisiva da quattro soldi in difesa di suo figlio", è l'incipit della lettera firmata da Mughini che continua: "Non ho figli, e dunque non ho voce in capitolo per rispondere alla domanda di Marco Travaglio - feroce e dai denti aguzzi contro il mondo tutto, gentile e comprensivo con il pubblico dei lettori del suo bel giornale che io compro ogni mattina -, e cioè “che cosa avreste fatto se vi foste trovati nelle condizioni di Grillo ‘padre’? Non ho alcuna credenziale per rispondere. Così come nessuno di noi ha diritto di giudicare quella serata in cui si fronteggiarono quattro ragazzi e una ragazza molto giovane e inesperta delle durezze della vita, lo giudicheranno i magistrati e anche se la loro è una delle categorie professionali più svilita del nostro tempo".

 

 

Poi Mughini aggiunge: "Una cosa è certa che quei quattro ragazzi erano quattro poveri cog***ni, come ha ammesso uno di loro. Quattro poveracci da quattro soldi che avevano bisogno di far bere una ragazza pur di avere un contatto reale con lei. Poveri cog***ni. Uno di loro fosse stato mio figlio? Premesso che so bene perché non ho ne ho voluti di figli, penso che lo avrei preso a calci in c**o fino a farlo spasimare. Un tale cog**ne, e per giunta figlio mio. Dio santo, non ci posso pensare".