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Uccide il padre, arrestato lo scrittore noir Eletti

Christian Campigli
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Un rapporto difficile con papà e mamma, la crisi economica che morde, la decisione di ucciderli e far ricadere la colpa su un ladro, sorpreso mentre entrava nella villa di famiglia. O magari folle conseguenza dell'ennesima lite tra i due genitori. Il racconto di Marco Eletti, lo scrittore trentatreenne di Reggio Emilia, non ha convinto gli investigatori. Che rivedono in quelle parole la trama di uno dei suoi romanzi gialli. Il giovane è stato fermato questa mattina con l'accusa di aver ucciso il padre e ferito la madre. Ieri pomeriggio Paolo Eletti, 58 anni, è stato trovato morto nella sua casa a San Martino in Rio, con il cranio sfondato dai colpi di martello ricevuti. Alla base del gesto ci sarebbero motivi economici e un rapporto padre-figlio burrascoso. Marco, oltre a scrivere romanzi polizieschi, è impiegato in un'azienda di ceramica (settore cardine nel triangolo tra Reggio, Sassuolo e Modena). Una vita serena, con i genitori da andare a trovare nel fine settimana e quella passione per la scrittura da portare avanti. Purtroppo il padre Paolo, complice anche l'emergenza Covid, aveva da qualche mese perso il lavoro. E con il solo stipendio della madre Sabrina, parrucchiera, era difficile andare avanti.

Una condizione complicata da accettare, soprattutto a quell'età, troppo maturo per potersi reinventare, troppo giovane per aver accesso ad una pensione. Uno dei motivi degli screzi dell'ultimo periodo sarebbe legato al futuro dell'abitazione della nonna paterna di Marco, rimasta vuota dopo che l'anziana era morta, cinque mesi fa. Secondo le prime indiscrezioni, in quell'immobile sarebbe voluto andare a vivere Marco insieme alla moglie, mentre suo padre avrebbe preferito vendere l'appartamento. Secondo gli inquirenti, il figlio avrebbe cercato di uccidere anche la madre, trovata in stato di incoscienza con i polsi tagliati poco lontano dal cadavere del marito. Lei in cucina, lui in salotto, sul divano. Marco è stato il primo a dare l'allarme: ha chiamato le forze dell'ordine nel tardo pomeriggio, raccontando di essersi recato presso l'abitazione dei genitori e di aver notato un principio di incendio in garage. Ha raccontato tanti dettagli, avanzando ipotesi su un ipotetico ladro, non dimenticandosi di aggiungere che tra i genitori ci sarebbe stata una crisi coniugale in atto.

Troppi particolari, per non mettere la pulce nell'orecchio degli uomini in divisa. Che invece di trovarsi di fronte un figlio disperato per la morte del padre, hanno messo a verbale un racconto denso di particolari. Esageratamente preciso, nonostante l'evidente shock, tanto da apparire più la trama di un romanzo noir che la vita reale. La madre è stata trovata ancora viva, e subito portata all'ospedale di Reggio Emilia, in condizioni critiche: resta in pericolo di vita ed è attualmente in coma farmacologico. Marco Eletti ha pubblicato numerosi romanzi, alcuni dei quali hanno ottenuto anche importanti premi letterari. Il primo, “Sotto stato d'assedio” è stato pubblicato nel 2014, seguito immediatamente dal racconto “L'Oasi”. Nel 2015 un altro  romanzo, “La regola del numero sette” che lo ha visto giungere sul podio del premio Urania. Nel 2017 infine ha pubblicato “Punto d'impatto”. Un confine, quello tra narrativa e realtà, sempre meno definitivo nella mente del giovane. Che ha preso troppo alla lettera la massima del romanziere afgano Khaled Hosseini, “la scrittura narrativa è l’atto di tessere una serie di bugie per arrivare a una verità più grande”.