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Vittorio Sgarbi pace con Roberto D'Agostino a 30 anni dallo schiaffo in tv. "Non abbiamo più l'età per accapigliarci"

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Giovedì 15 aprile è stato il trentennale di una celebre lite televisiva passata alla storia. Quella dello schiaffo che Roberto D'Agostino diede a Vittorio Sgarbi durante la trasmissione L'Istruttoria condotta sulle reti Mediaset da Giuliano Ferrara. Era il 15 aprile 1991. Sono passati appunto 30 anni e i due protagonisti di quella lite hanno fatto pace da tempo. In ogni caso Vittorio Sgarbi ha voluto "celebrare" l'anniversario e il suo ex rivale con un affettuoso post pubblicato su Facebook. "Sono passati 30 anni da quel famoso schiaffo. Adesso, però, non abbiamo più l’età per accapigliarci...", commenta il critico d'arte, parlamentare e sindaco di Sutri postando una foto recente con il direttore di Dagospia che li ritrae sorridenti durante un'amabile conversazione.

 

Sono passati 30 anni da quel famoso schiaffo. Adesso, però, non abbiamo più l’età per accapigliarci... #sgarbeide #dago #robertodagostino #dagospia #dagospiaofficial #vittoriosgarbi Ph @iosonosabrinacolle

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Giovedì 15 aprile 2021

 

La lite in tv fece in qualche modo storia. L'Istruttoria andava in onda su Canale 5 più o meno all'ora di cena. Già all'epoca Sgarbi e D'Agostino non si stavano simpatici, diciamo così. Giuliano Ferrara probabilmente lo sapeva e li ospitò insieme per dare un po' di pepe alla sua trasmissione. In breve tra i due iniziò un violento diverbio verbale con il conduttore che, invano, provava a dividerli. Litigio che degenerò quando Sgarbi gettò un bicchiere d'acqua addosso a D'agostino che rispose con un sonoro schiaffo che ha fatto epoca.

 

 

Vittorio Sgarbi è intervenuto alla trasmissione a La Zanzara nel trentennale di quella celebre diretta: “Il primo a chiedere scusa? Forse fu lui, non mi ricordo, ormai sono 5-6 anni che abbiamo ripreso a frequentarci. Lui mi diede uno schiaffo, ma molti pensarono che l’avessi dato io a lui”. Nella trasmissione ha parlato anche D'Agostino: "Non esistono pentimenti nella mia vita, i pentiti ce li ha la mafia. Lo schiaffo è dialettica, quella era una dimostrazione rafforzata e fisica di un’idea, di un concetto, di un pensiero. Lui mi tirò un bicchiere d’acqua, un punto esclamativo; io gli diedi uno schiaffo, due punti esclamativi. Io prima meno, poi chiedo perché. Certe volte devi stabilire un rapporto dialettico formato sul fisico”.