Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Immigrazione, Letta incontra Open Arms e Salvini attacca: "Tempo galantuomo"

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

Speriamo che, almeno, il fondatore di Open Arms da esperto di navigazione abbia regalato a Enrico Letta, che ha incontrato, una bussola. Per fagli capire dove sta, sia geograficamente che politicamente. Sul primo lato, gli va ricordato che sta in Italia. Il Paese che proprio ieri il direttore dell’agenzia europea Frontex, ente incaricato della gestione dei flussi migratori, ha messo al centro di un ragionamento molto chiaro. Fabrice Leggeri, si chiama così, in un’intervista all’Agi ha detto che una volta finite le restrizioni anti Covid (soprattutto nei paesi del Nord Africa) è previsto che il nostro Paese sia approdo di una nuova, piuttosto importante, ondata di arrivi. Il fatto che il segretario di uno dei partiti di governo si faccia vedere beatamente, twittando tutto contento con selfie di rito, con il vertice di un’organizzazione impegnatissima sul Mediterraneo per favorire gli sbarchi, non è un messaggio incoraggiante. Anzi, forse lo è, ma per chi vuol partire e per chi, quelle partenze, le alimenta.

Come noto i cosiddetti pull factors, cioè le iniziative che costituiscono un invito implicito a fare le traversate migratorie, sono iniziative legislative (lo fu, ad esempio, aver demolito i decreti Salvini lo scorso anno mentre la Tunisia era in piena crisi politica, economica e sanitaria, e infatti si registrò un’ondata di arrivi proprio da lì), ma anche mediatiche e politiche. Incontrare con grande enfasi il fondatore di una Ong lo è, così come lo è battere un giorno sì e l’altro pure sulla necessità di introdurre lo ius soli. Ma la bussola servirebbe ad Enrico Letta anche in senso politico, per ricordagli qual è la collocazione in questo momento: nella maggioranza di un governo di unità nazionale. Assieme alla Lega di Matteo Salvini, che ha tra i punti qualificanti il contrasto all’immigrazione irregolare. Ma anche Forza Italia, che più o meno ha la stessa posizione.

Proprio Salvini ha tuonato su Facebook: “Sabato vado a processo proprio per uno (degli innumerevoli) sbarchi organizzati dagli spagnoli di Open Arms, e oggi il Pd riceve questi ‘signori’ con tutti gli onori. Non ho parole, lascio a voi ogni commento, il tempo è galantuomo”. Un’iniziativa, quella di Letta, inutilmente divisiva, che alza la tensione nel quadro politico, e in una maggioranza che già deve affrontare passaggi difficilissimi di qui alle prossime settimane, tra calendario riaperture e la definizione del provvedimento che andrà a dare contenuto allo scostamento di bilancio. In questo modo, il Pd volta le spalle, così, a quel criterio-guida che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva fissato nella genesi del governo Draghi: anteporre l’urgenza del Paese sulle battaglie di parte. Dall’immigrazione al ddl Zan, però, i dem se ne dimenticano costantemente.