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Covid, Franceschini: "Se c'è il pubblico negli stadi, stesse regole per concerti e spettacoli"

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Il ministro della cultura, Dario Franceschini, è intervenuto sulla possibilità di aprire al pubblico anche concerti e spettacoli, all'indomani del via libera alla presenza di spettatori allo stadio Olimpico di Roma in occasione dei campionati europei di calcio. Invocando, nello specifico "stesse regole" per questo genere di eventi, al fine di non penalizzare nessun settore. 

 

"In relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi", riporta una nota del ministero. In mattinata, inoltre, si è svolta una protesta dei lavoratori del settore. 

 

"A noi gli occhi, please": questo il testo dello striscione che cita il celebre spettacolo di Gigi Proietti e sovrasta da stamattina il palco del Globe Theatre di Roma, occupato da un gruppo di lavoratori dello spettacolo decisi ad alzare l’attenzione sul settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. Nel giorno in cui è previsto l’intervento su questo tema del ministro della Cultura, Dario Franceschini, al question time, la Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Gli occupanti, che sono tutti "tamponati" ed hanno scelto il Globe proprio perché aperto e non a rischio, chiedono anche che le riaperture siano accompagnate non solo da condizioni di sicurezza sanitaria, ma da una riforma strutturale del settore che metta fine alla precarietà. "Non vogliamo una riapertura senza sicurezza, che ci faccia ripiombare in un mondo del lavoro ancora più incerto e privo di garanzie. Riapriamo questo spazio a tutte le precarie, a tutti gli sfruttati, per riappropriarci di un tempo di confronto e autoformazione", si legge in una nota dei lavoratori.