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Carlo Calenda, consigliere M5S attacca con foto di un bambino sovrappeso. Lui: "Adesso ti denuncio"

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Una vera e propria bufera, l'ennesima, sui cinquestelle di Roma. Stavolta è Carlo Calenda, leader di Azione e prossimo candidato a sindaco di Roma, ad attaccare frontalmente il Movimento 5 Stelle su una vicenda che con tutta probabilità finirà davanti a un giudice. Già, perché Carlo Maria Chiossi, consigliere comunale della capitale, architetto, presidente della commissione Urbanistica di Roma Capitale, fa un vero e proprio autogol non solo a se stesso ma a tutto il Movimento.

 

 

Lo fa con un post che viene giudicato di pessimo gusto e su cui Carlo Calenda annuncia che nella giornata di domani, lunedì 12 aprile, presenterà denuncia per l'uso "sui social di una foto di un bambino che non conosci, all'insaputa dei suoi genitori, non schermata e con dileggio associato. Esistono dei limiti". Ma cosa è accaduto? Che Carlo Maria Chiossi per attaccare Calenda ha pubblicato la foto di un bimbo sovrappeso in piscina, scrivendo "Il giovane Calenda, quello che vorrebbe fare il sindaco senza mollare la sua poltrona in Europa". Un comportamento grave non tanto nei confronti di Calenda, visto che ormai in politica se ne dicono di tutti i colori, ma pubblicando la foto di un ragazzino (da tempo seriale sui social) che con il dibattito sul futuro di Roma non c'entra niente. Sotto la scritta in giallo: Fitness is my passion. E siccome il piccino è sovrappeso, è come dire che Calenda pensa solo di fare scorpacciata di poltrone. Il post configura un atto di body shaming: viene letteralmente deriso un minorenne per le sue caratteristiche fisiche e tra l'altro a scopo politico.

Carlo Calenda si è scagliato pesantemente contro il grillino, senza giri di parole: "E' consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle a Roma e pure presidente di Commissione. Usa la foto di un bambino in costume, che non conosce, che espone alla rete prendendolo in giro sul suo corpo. Io sulla mia pancia scherzo volentieri. Ma usare un bambino in questo modo è da gentaglia priva di scrupoli e morale. Lunedì verrà denunciato. A ottobre dovrà cercarsi un lavoro". E ancora: "Alle fine siete dei fascistelli. Vi rimanderemo a casa". Evidentemente più di uno nel frattempo ha chiamato Chiossi dicendogli di aver commesso un grave errore e il post è stato cancellato: troppo tardi. Un'altra bordata su Virginia Raggi. Non dagli avversari politici, ma dai suoi.