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Inchiesta mascherine, Arcuri: "Non ho nessuna notizia sull'indagine"

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Inchiesta sulle mascherine, l'ex commissario straordinario all'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, interviene sulla notizia riportata dal quotidiano La Verità, che lo vedrebbe indagato per peculato. "In merito a quanto riportato questa mattina dal quotidiano La Verità, circa l’indagine sulle mascherine, l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri comunica di non avere notizia di quanto riportato dal suddetto quotidiano". È quanto si legge in una nota di Invitalia.

 

"Il dottor Arcuri, nonché la struttura già preposta alla gestione dell’emergenza continueranno, come da inizio indagine, a collaborare con le autorità inquirenti nonché a fornire loro ogni informazione utile allo svolgimento delle indagini", conclude la breve nota informativa battuta dalle agenzie di stampa intorno alle 12.30. Arcuri, amministratore delegato di Invitalia dal 2007, è stato commissario per l'emergenza sanitaria dal 18 marzo 2020 allo scorso primo marzo, poi sostituito dal generale Figliuolo, nominato dal governo presieduto da Mario Draghi. Alla base della sua rimozione ci sono stati i ritardi nell'ambito della campagna vaccinale, che ha ricevuto una decisa accelerazione proprio dal mese di marzo, nonché il flop del progetto delle "primule", ossia gli hub vaccinali di cui era prevista la realizzazioni in tutta Italia per procedere alla somministrazione delle dosi.

 

Fatali per lui anche alcune inchieste giornalistiche relative a presunte forniture di mascherine affidate a persone di sua conoscenza, su cui i media e alcuni programmi televisivi - a partire da Non è l'Arena di Massimo Giletti, su La7 - si erano concentrati negli ultimi giorni del suo incarico. Per lui anche una perquisizione da parte dei militari della guardia di finanza, per acquisire possibili prove legate ai casi sopra riportate. Attualmente, tuttavia, Arcuri ha smentito quanto riportato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro circa la sua iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura della Repubblica di Roma con l'accusa di peculato.