Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, ristoranti aperti a pranzo. L'ipotesi del governo: dopo il 20 aprile e con orario ridotto per evitare gli aperitivi

  • a
  • a
  • a

Riaprire i ristoranti a pranzo prima possibile ma con orario ridotto per evitare il fenomeno degli aperitivi in anticipo. E' l'ipotesi, stando a quanto scrive il Corriere della Sera, che il governo sta studiando per cercare di allentare le misure già da fine mese nelle zone dove la situazione dei contagi è in miglioramento. In quelle cioè che sarebbero state zone gialle. Una delle attività maggiormente penalizzate, e che spera in qualche riapertura a breve, è proprio quella della ristorazione. Dopo il 20 aprile potrebbe cambiare qualcosa. Ma ci saranno comunque regole stringenti. L'ipotesi che il governo ha sottoposto al comitato tecnico scientifico dopo il 20 aprile è quella di consentire l’apertura a pranzo ma con un orario ridotto che potrebbe terminare alle 15 o alle 16.

 

Il tutto per evitare assembramenti all'ora dell'aperitivo, alle 18, come era avvenuto nelle settimane scorse. Allo studio anche l'idea di prolungare l’esenzione dalla tassa per chi ha spazi all’aperto come era già avvenuto la scorsa estate.Una concessione per cercare di dare un segnale a una categoria molto provata dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno significato, per molti piccoli imprenditori del settore, ingenti perdite di fatturato che non sono state compensare dai ristori e dall'attività di consegne a domicilio o da asporto che, anzi, in alcuni casi hanno anche visto aumentare i costi di gestione.

 

Intanto c'è una nuova speranza per  per cinema e teatri, musei e mostre. I protocolli sono già stati predisposti e il via libera del Cts è arrivato a fine febbraio, quando era stato previsto il via libera per il 27 marzo. Poi la situazione si è aggravata e tutto è stato rinviato. Ora si torna a sperare in una riapertura graduale nelle prossime settimane. Tutto è legato, in ogni caso, all'andamento della diffusione del virus, come ha ribadito anche il premier Draghi durante la conferenza stampa di giovedì 8 aprile.