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Fedez, il senatore Pillon lo attacca per l'appoggio alla legge contro l'omofobia. La difesa di Luca Bizzarri

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Simone Pillon contro Fedez. Il tema dello scontro è sempre lo stesso, ossia l'appoggio del cantante e della sua campagna Chiara Ferragni alla campagna per il disegno di legge Zan contro l'omofobia la cui discussione è stata ieri oggetto di un nuovo rinvio in Parlamento. Dopo la notizia del rinvio, Fedez aveva annunciato che oggi avrebbe spiegato "cosa è successo", definendo la vicenda "tragicomica".

 

Caro Fedez, da buon boomer riesco a risponderti solo qui su Facebook. Spero avrai la pazienza di ascoltare anche il mio punto di vista. A presto, e tante belle cose a te e alla tua splendida famiglia.

Pubblicato da Simone Pillon su Giovedì 8 aprile 2021

 

"Fortunaz che oggi Fedez ci spiegaz cosa è successo ieriz in commissionez", ha twittato ironicamente in risposta il senatore del Carroccio. Pronta la replica del rapper nelle sue stories: "Si può esprimere un pensiero in maniera civile senza che un senatore della Repubblica si metta a prenderti per il c...?", ha chiesto Fedez. E nel botta e risposta interviene su Twitter anche Luca Bizzarri, con un personale consiglio a Pillon: "Senatore un consiglio: capisce che più lei banalizza il suo interlocutore più viene sminuita la sua carica istituzionale? Se Fedez è un pirla inconsistente - chiede -, che ci fa un Senatore della Repubblica a discutere con un pirla? Guardi che non diventa Senatore Fedez, diventa lei pirla". E nel botta e risposta interviene su Twitter anche Luca Bizzarri, con un personale consiglio a Pillon: "Senatore un consiglio: capisce che più lei banalizza il suo interlocutore più viene sminuita la sua carica istituzionale? Se Fedez è un pirla inconsistente - chiede -, che ci fa un Senatore della Repubblica a discutere con un pirla? Guardi che non diventa Senatore Fedez, diventa lei pirla".

 

 

Nel dibattito sulla legge, ma soprattutto sulla campagna avviata nei giorni scorsi spalleggiata da Fedez era intervenuto anche Vittorio Sgarbi che aveva bollato come "pedofilia di Stato" la proposta. "Non sono stato mai contrario a una legge per tutelare i diritti degli omosessuali, ma non si può imporre una visione per la quale si insegnerà ai minori di 14 anni che essere etero o omosessuali è la stessa cosa. Ognuno deve essere lasciato libero, senza nessun tipo di imposizione".