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DiMartedì, Enrico Letta: "Il Pd tornerà ad ascoltare il suo popolo. Daremo vita anche a una radio"

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"Voglio guidare un partito in grado di confrontarsi con la base ed ascoltare. Tra l'altro daremo vita ad una radio che una volta alla settimana aprirà proprio al nostro elettorato". Lo ha detto Enrico Letta, segretario nazionale del Partito Democratico, intervenendo a DiMartedì, il programma di approfondimento di La7 condotto da Giovanni Floris. Letta ha difeso il ministro della Salute, Roberto Speranza, attaccato dal centrodestra, ma non si è tirato indietro quando gli sono stati fatti notare gli errori degli ultimi anni del suo partito.

Ha ribadito ancora una volta che vuole cambiare non solo l'organizzazione del Pd, ma soprattutto il rapporto con l'esterno. Ha inoltre spiegato che non ha alcuna intenzione di non tenere più in considerazione gli ideali, anche quando si rischia una sconfitta elettorale: "Quando perdiamo dobbiamo andare all'opposizione". E quando gli vengono fatte notare le critiche di Matteo Salvini ad alcune scelte del governo, replica in maniera diretta: "Abbiamo calato l'asso Mario Draghi e godiamo di una tregua sui mercati internazionali che è la tregua Draghi. C'è una situazione complessa, il premier è una grande carta, usiamola", (clicca qui per ascoltare il passaggio su Mario Draghi). 

 

Commentando le proteste di oggi (martedì 6 aprile), in piazza Montecitorio, a Roma, in cui non sono mancati i tafferugli, Letta ha punzecchiato Salvini: "La sua soluzione quale è? Non si può parlare ad ognuno dicendo esattamente quello che chi ascolta vuole sentirsi dire" (clicca qui per ascoltare il passaggio su Matteo Salvini). Letta, inoltre, ha descritto il Partito Democratico su cui vuole lavorare che dovrà essere aperto e disponibile. Ha inoltre sottolineato la giornata di domani che ritiene particolarmente importante per la riapertura di numerose scuole che il governo ha fortemente voluto. Non è mancato nemmeno un commento sul recente incontro con Matteo Renzi: "Siamo persone molto diverse, inutile nascondercelo. Se mi fido? Metto da parte le considerazioni personali, in caso contrario non sarei tornato in politica".