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Cartabianca, Galli e Briatore fra gli ospiti di Bianca Berlinguer su Rai3

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Nuovo appuntamento col programma di approfondimento di Rai3, Cartabianca condotto da Bianca Berlinguer. L'appuntamento è per stasera, martedì 6 aprile, in prima serata (ore 20,20). Gli ospiti di Bianca Berlinguer sono stati ufficializzati a poco più di un'ora dall'inizio del programma sui canali social della trasmissione.

 

 

 

 

Questa sera, alle 21.20 su Rai3, nel nuovo appuntamento con Bianca Berlinguer a Cartabianca, saranno ospiti della puntata:  Massimo Cacciari, filosofo, Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute - Movimento Cinque Stelle, Massimo Galli, direttore Malattie infettive Ospedale Sacco di Milano, Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Istituto Galeazzi di Milano, Paolo Mieli, giornalista e scrittore, Flavio Briatore, imprenditore, Paolo Crepet, psichiatra e scrittore, Valentina Petrini, giornalista, Giorgio Airaudo, sindacalista e politico, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, Antonella Boralevi, scrittrice, Marianna Corona, Enrico Lucci.

 

 

 

 

Massimo Galli, uno dei massimi esperti di questa pandemia, è uno dei più attesi anche per chiarire alcuni dei temi del momento sul fronte coronavirus col terrore delle nuove varianti. Stasera sarà ospite e in giornata ha parlato all'Adnkronos Salute sul fronte varianti.

 "Se non verranno rilasciate indicazioni che fanno pensare a un’ulteriore evoluzione con cambio di caratteristiche, la variante E484K è una delle mutazioni caratteristiche della variante brasiliana. Chiamarla variante giapponese è per chi ama fare i titoli", ha argomentato Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano. "C’è purtroppo la conferma che anche in Giappone, dove sono estremamente cauti e precisi, si sono ritrovati, e sottolineo a meno che non vengano fuori dati diversi - insiste Galli - la brutta ma prevedibile sorpresa che si stanno diffondendo dei casi, non moltissimi, della variante brasiliana che era già stata segnalata a gennaio. Le persone che viste a gennaio con quella variante hanno evidentemente lasciato dietro di sé un codazzo di infezioni che, trascorsi alcuni mesi, si ritrovano negli ospedali".