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Monza, violentata e filmata per un mese, torna dall'aguzzino: salvata dai carabinieri

Christian Campigli
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Una storia orrenda. Densa di violenza, intrisa di un concetto barbaro ed inaccettabile di sesso. Finita grazie all'intervento dei carabinieri prima e della magistratura poi. Siamo a Brugherio, piccolo centro brianzolo. Uno di quei paesi in cui la vita scorre serena, quasi noiosa. Si lavora, ci si incontra al bar, si parla di calcio (almeno in epoca pre Covid). Lo scorso sabato una donna di 51 anni accusa un malore in strada, a bordo della proprio autovettura. Arriva sul posto l'ambulanza e immediatamente i medici capiscono come la signora abbia ingerito una quantità eccessiva di farmaci. Si pensa ad un gesto autolesionistico, forse ad un tentativo di suicidio. Intervengono subito anche i carabinieri, che cercando di capire cosa ci sia dietro questa vicenda. La donna all'inizio accampa scuse, vergognandosi di ciò che le è capitato. Poi si apre, anche grazie all'intuito dei militari, che intravedono negli occhi di quella signora un profondo disagio. Che così inizia a raccontare di aver conosciuto quaranta giorni prima un uomo di 45 anni.

 

Si sono piaciuti e hanno avuto rapporti sessuali. Che però sono stati filmati (all'insaputa della donna) e messi in rete. L'escalation di violenza è stata tanto rapida quanto significativa. I primi filmati, che secondo gli investigatori venivano venduti a maniaci virtuali, non interessavano più. Serviva qualcosa di più crudo. E così il 45enne ha iniziato a narcotizzare la donna e ha filmato rapporti sessuali non consenzienti. Autentiche violenze sessuali. Per il piacere di squallidi pervertiti sparsi un po' per il mondo. La 51enne, una volta uscita dall'ospedale, nonostante fosse stata verbalizzata la sua denuncia, non ha voluto aspettare i tempi della giustizia italiana. Troppa la vergogna che quelle immagini, che la ritraevano nuda e in atteggiamenti intimi, potessero venir viste anche da persone a lei vicino. La donna così lunedì si è presentata di nuovo nell'appartamento del suo carnefice, per cercare di fermarlo. L'uomo, da abile manipolatore, l'ha prima fatta parlare, poi le ha offerto dell'acqua e l'ha infine drogata. Non soddisfatto, l'ha nuovamente violentata, riprendendo ancora la scena.

 

Per il 46enne le manette sono scattate quando i carabinieri della compagnia di Monza hanno bussato alla sua abitazione, dopo la segnalazione di un cittadino che aveva riferito di rumori sospetti provenienti dall'appartamento. Hanno trovato la 51enne priva di sensi, immobile, distesa sul letto con delle cavigliere ai piedi, che le impedivano ogni minimo spostamento. Nella casa degli orrori c'era di tutto: corde, manette, collari erotici e, tra lo zucchero e le merendine nella dispensa in cucina, un numero imprecisato di farmaci narcotizzanti e medicinali. L'uomo si trova ora nel carcere di Monza: dovrà rispondere delle accuse di violenza sessuale, sequestro di persona, revenge porn, anche per la denuncia presentata dall'ex moglie. Anche lei stuprata e poi ripresa con la telecamera. Da un predatore senza scrupoli, convinto che le donne siano solo oggetti. Da usare, filmare e poi vendere.