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Vaccino, Curcio: "Dosi avanzate a fine giornata? Servono regole chiare per darle a chi spettano"

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Regole certe per distribuire le dosi di vaccino avanzate a fine giornata e darle a chi spettano. Le ha sollecitate il capo della protezione civile Fabrizio Curcio durante l'audizione in Commissione Affari sociali alla Camera sulla campagna vaccinale anti-Covid martedì 30 marzo. Sul tema dei "vaccini che restano a fine giornata, è necessaria una omogeneizzazione, ne parlerò al commissario Figliuolo" ha detto parlando ai parlamentari. "Il fine di non sprecare neppure una goccia del vaccino è da perseguire assolutamente - ha spiegato-. Al di la' di indicazioni generali serve secondo me un accordo con le Regioni per indirizzare le dosi che restano non al ventenne, ma alla stessa categoria a cui erano destinate. Sennò si creano situazioni che stridono, persone che si mettono fuori e aspettano, meccanismi che fanno perdere la fiducia del cittadino. Se la perdiamo, la campagna non va avanti".  Il riferimento ovviamente è alle polemiche dei giorni scorsi sulla gestione delle liste delle riserve, compresa quella che ha travolto il giornalista Andrea Scanzi che si è vaccinato con una dose Astrazeneca avanzata a fine giornata.

 

Il capo della Protezione civile ha fatto anche il punto sulla campagna per immunizzare gli italiani: "In Italia abbiamo una capacità media dell'86% di somministrazioni sul numero di dosi consegnate. Occhio anche ai giudizi facili sulle differenze territoriali. I dati, secondo Curcio,  vanno considerati "con serenità, non come una graduatoria sulla base delle differenze territoriali che vanno tenute in conto". "Non possiamo che ragionare per vedere come supportare e migliorare gli standard della performance regionali", ha proseguito aggiungendo che "il dato dell'86% in un primo momento calerà con l'aumento dosi, è inevitabile" e si lavora perché risalga.

 

Rispetto alle Regioni, tipo la Campania, che si sono spinte in avanti per l'acquisto delle dosi del vaccino russo Sputnik Curcio ha confermato quanto detto già a Genova: "L'acquisto dei vaccini è tramite Ue. Il ministero della Salute  ha avviato una serie di interlocuzioni con gli altri Paesi Ue per procedere a negoziazioni congiunte con le case farmaceutiche".