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Covid, Salvini: "Mettere in decreto le riaperture se dati migliorano"

Pietro De Leo
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C’è il decreto Covid, in arrivo in Consiglio dei ministri. E c’è il dramma delle imprese che pagano, ogni giorno, il prezzo altissimo delle chiusure. Basti considerare che, come ha affermato il viceministro Castelli, 2mila persone in poco più di dieci minuti hanno fatto la domanda per accedere ai ristori del decreto sostegni.

 

 

In mezzo, la contesa politica, dove negli ultimi giorni tiene banco il blocco moderato del governo, Lega e Forza Italia, che chiede di pensare ad un allentamento delle limitazioni già da aprile. Oggi, in quella che dovrebbe essere la vigilia dell’arrivo del provvedimento, Matteo Salvini è tornato sul punto. “Noi diciamo quello che dice Draghi” ha affermato parlando alla stampa estera “riaprire quando i dati non lo permetteranno. Semplicemente non riteniamo utile e nemmeno scientificamente plausibile stabilire che per tutto aprile non se ne parli neanche”.

E ha aggiunto: “decidere oggi che se ne parla a maggio è un discorso sbagliato. Chiediamo che nel decreto venga inserito che se i dati migliorano dopo Pasqua si possa procedere in automatico con le riaperture”.

Una linea, questa, che viene rivendicata anche da Forza Italia. Il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto ha proposto che nel testo del decreto “sia previsto una sorta di tagliando da fare a metà aprile per analizzare i dati della pandemia e decidere, laddove i numeri siano in miglioramento e in modo automatico, eventuali mirate riaperture prima della fine del mese”.

 

 

Dunque una sorta di punto di equilibrio per vedere, di volta in volta, dove allentare le restrizioni. Nell’incastro si inseriscono anche le parole del commissario all’emergenza, il generale Figliuolo, il quale ha preventivato, per aprile, una fornitura di oltre 8 milioni di dosi dei vaccini, e l’aumento di ulteriori 420 siti per la somministrazione. Uno scenario quindi, che sul fronte delle immunizzazioni fa presagire una schiarita. Tutto ciò impone una valutazione. Se la discontinuità attesa dal governo Draghi era nell’aggancio tra emergenza pandemica ed economica (valore assente nel governo Conte, che ha spostato sulle attività commerciali il grosso del peso della profilassi), ora è arrivato il momento per dimostrarlo. Ogni settimana può essere fatale per molte imprese.