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Covid, Liguria vieta spostamenti verso seconde case fino a Pasquetta. Stop anche nelle Marche

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La Regione Liguria vieta gli spostamenti verso le seconde case fino a Pasquetta, blindando così il territorio regionale sia per i residenti che per chi viene da oltre confine. Due giorni fa, analogo provvedimento era stato adottato nelle Marche.

 

"Dati i numeri in crescita del contagio e il fatto che Pasqua sarà comunque in zona rossa, al fine di evitare esodi verso il nostro territorio e anche gli spostamenti tra le nostre città verso le aree più colpite dal virus, ho chiesto agli uffici di predisporre e la firmerò per entrare in vigore nella giornata di domani (martedì 30 marzo, ndr) un’ordinanza che a partire da mercoledì fino alla notte di lunedì di Pasquetta vieta di spostarsi nelle seconde case, sia che queste siano fuori regione cioè vieta che qualcuno possa provenire verso di noi, sia che siano di proprietà o in affitto a persone residenti in Liguria ma in un’altra provincia rispetto a quella di residenza". Così il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel corso della conferenza stampa serale sull’andamento della pandemia.

 

"E' un provvedimento che mi dispiace prendere, siamo sempre stati molto attenti a limitare al minimo le libertà individuali dei nostri cittadini e anche dei turisti. Ma essendo tutto chiuso ed essendo zona rossa riteniamo di fare un danno limitato all’economia della Regione e soprattutto proviamo ad abbassare la curva del contagio e raffreddarla nei prossimi giorni in cui l’Italia sarà comunque tutta sostanzialmente rossa per poi non pagare invece un prezzo quando potremmo andare verso una riapertura", ha detto Toti.

 

Nelle Marche, il residente Francesco Acquaroli ha firmato l’ordinanza per vietare ai cittadini non residenti e non domiciliati nelle Marche di raggiungere le proprie abitazioni, diverse da quella principale, le cosiddette seconde case, nel periodo Pasquale. L’ordinanza sarà valida fino alle 24 di lunedì 5 aprile. Lo spostamento resta consentito solo in presenza di comprovate esigenze lavorative o situazione di necessità o motivi di salute, sempre mediante l’uso dell’autocertificazione.