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Non è l'Arena, il mistero di Anagni sulle dosi di vaccino: parla il responsabile di Catalent

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Nella puntata di domenica 28 marzo, Non è l'Arena, il talk di La7 condotto da Massimo Giletti, ha dedicato un ampio servizio anche al caso di Anagni che ha suscitato grande clamore nei giorni della settimana precedente. Nello stabilimento della Catalent il quotidiano La Stampa ha scoperto che c'erano ben 29 milioni di dosi di vaccino di Astrazeneca ferme. E perché? E a chi erano destinate quelle fiale di farmaco anti Covid? Massimo Giletti ha inviato un giornalista di Non è l'Arena proprio nella sede dell'azienda, ma il cronista non ha avuto l'occasione di incontrare di persona i massimi dirigenti dell'azienda. Al telefono è riuscito a parlare con Mario Gargiulo, responsabile di Catalent Europa: "Il nostro stabilimento è capace di produrre cinquanta milioni di dosi al mese - ha spiegato Gargiulo - Quindi trovarci 29 milioni di dosi non è anormale. Non sono dosi nascoste, anzi...".

Il giornalista ha chiesto da quanto tempo l'azienda infiala il vaccino di Astrazeneca. E Gargiulo ha risposto "da gennaio". Ma se in un mese l'azienda riesce ad infialare oltre 30 milioni di dosi e lo fa da gennaio dovrebbe essere arrivata a più di cento milioni. Mario Gargiulo spiega: "Le dico che sono di meno. Saranno 70 o 80 probabilmente sì". Poi la domanda decisiva: tutte le dosi che sono state prodotte precedentemente, dove sono andate a finire? La risposta: "Tutti i lotti che noi spediamo, li spediamo in Belgio. E' Astrazeneca il padrone del vaccino, non siamo mica noi".

 

Può darsi anche che le dosi siano ancora nel centro di distribuzione, in attesa di approvazione da parte dell'ente regolatorio olandese. Cinquanta milioni di dosi? Gargiulo è diretto: "Quaranta milioni di dosi sono quattro milioni di flaconi. Può essere, Sì, non è escluso". Clicca qui per il servizio di Non è l'Arena nello stabilimento di Anagni.