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Covid, Salvini sfida Draghi: "Dopo Pasqua riaprire le attività in sicurezza"

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Matteo Salvini torna a invocare la riapertura delle attività già dopo Pasqua. La sua è una sfida al premier, Mario Draghi, pur senza nominarlo. "Oggi è il 27 marzo. Se dopo Pasqua, fra dieci giorni, la situazione sanitaria in tante città italiane sarà tornata tranquilla e sotto controllo, secondo voi sarà giusto riaprire bar, ristoranti, scuole, palestre, teatri, centri sportivi e tutte le attività che possano essere riavviate in sicurezza? Secondo me sì. Correre con vaccini e terapie domiciliari, e appena possibile riaprire in sicurezza: il sostegno più utile e importante, è tornare al lavoro", scrive sulla sua pagina facebook il leader della Lega.

 

Ieri, nel corso della conferenza stampa al termine della cabina di regia, il premier Mario Draghi - rispondendo alle domande dei cronisti presenti - aveva detto al riguardo che "le riaperture si fanno sulla base dei dati". Una posizione che aveva raccolto il consenso degli esponenti di M5S e, soprattutto, del Partito Democratico. "Ritengo molto importante quello che ha detto il presidente Draghi sulle riaperture che dipendono dai dati, ha detto semplicemente la verità e chiarisce che se la Lega vuole stare in questo governo deve smetterla con il linguaggio doppio, cioè con il dire una cosa e farne un’altra", aveva commentato il segretario Pd, Enrico Letta. "Le riaperture saranno decise in base ai dati dei contagi. Finalmente l’ha detto il Presidente Draghi perché quando a Salvini lo diceva il Presidente Conte non capiva. Mi auguro che dopo le parole chiare di Draghi, che sono in linea con quelle di Conte, Salvini metta da parte l’atteggiamento irresponsabile dell’apriamo tutto e ci dia una mano in Parlamento ad uscire da questa condizione", gli aveva fatto eco l'ex ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia.

 

Questa mattina, invece, il rilancio del leader della Lega, che mira a raccogliere il malcontento delle categorie economiche che si sono dette insoddisfatte dei ristori e premono per riaprire subito le proprie attività. Un "braccio di ferro" che si consumerà per tutto aprile, vista l'annunciata intenzione dell'esecutivo di rimanere quanto meno in zona arancione fino alla fine del mese, anche laddove il contagio potrebbe offrire allentamenti delle misure restrittive.