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Scontro Salvini-Tridico sul reddito di cittadinanza: "L'Inps pensa agli immigrati, ma prima vada a italiani in difficoltà"

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Duro scontro sul reddito di cittadinanza tra Matteo Salvini e Pasquale Tridico. Il leader della Lega, infatti, ritiene indispensabile destinare le risorse "prima agli italiani in difficoltà", bocciando così l'idea secondo la quale "l'Inps vorrebbe darlo agli immigrati", sentenzia l'ex ministro dell'Interno.

 

"Il reddito di cittadinanza è un argine importante contro la povertà assoluta che è aumentata con il Covid, raggiunge tre milioni di persone e l’importo medio è di 550 euro. Ora sono necessarie risorse aggiuntive soprattutto per le famiglie numerose e gli immigrati. Il reddito prevede un requisito di residenza in Italia di dieci anni, mi sembra eccessivo e non esiste in nessun Paese europeo. Quanto alle famiglie numerose, occorre aumentare il sussidio in base ai componenti del nucleo, oggi al massimo si arriva a 1. 330 euro. O si cambia la scala di equivalenza, oppure si potrebbe agire sul contributo da 280 euro legato all’affitto. L’idea sarebbe di modularlo in base al numero dei familiari per raggiungere maggiore equità", aveva detto Tridico in un'intervista a La Stampa. Da qui la risposta su Twitter di Salvini: "Il presidente dell’Inps vuole cancellare il requisito di residenza da 10 anni? Prima bisogna aiutare i (tanti) italiani in difficoltà, poi (se avanza) si penserà ad altri. Punto".

 

Duro l'intervento anche da parte di Giorgia Meloni: "Siamo al delirio più totale: il presidente dell’Inps Tridico, tanto voluto dai Cinque stelle, richiede risorse in più per finanziare il reddito di cittadinanza a tutti gli immigrati, ritenendo il requisito di almeno dieci anni di cittadinanza un’esagerazione. Il tutto mentre le attività chiudono e i cittadini sono totalmente insoddisfatti delle briciole stanziate dal decreto legge Sostegni". E su Facebook aggiunge: "Dopo la beffa del prolungamento del contratto ai navigator, questa sarebbe l’ennesima assurdità di una misura già di per sè totalmente insufficiente a salvare le nostre imprese in ginocchio", conclude la presidente di Fratelli d'Italia.