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Raggi e la maledizione Campidoglio, come Marino abbandonata dai suoi

Pietro De Leo
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C’è una costante tragica della politica, ed è che tutti i leader, piccoli o grandi, cadono prima o poi nella nemesi, scavallando nell’esatto contrario di situazioni vissute. Ricordiamo l’attuale Sindaco di Roma Virginia Raggi quando, oramai sei anni fa, fu dalla parte degli arrembanti, e di lì a qualche mese vinse le elezioni, quando una oramai devastata Amministrazione Pd a guida di Ignazio Marino si liquefece con tanto di consiglieri che firmarono le proprie dimissioni davanti al notaio.

 

 

 

Più che alcuni guai giudiziari in cui incappò l’allora Primo Cittadino (da cui uscì pulito) influirono quelli politici, tutti afferenti alle solite guerre di corrente tra i dem. Oggi, ben sei anni dopo, ecco una quasi-fotocopia. Ieri se né andata dal Movimento 5 Stelle la consigliera Gemma Guerrini, portando a 5 il numero degli eletti in Campidoglio che hanno lasciato la sponda pentastellata. Ora la maggioranza si regge su numeri risicati, 25 (Sindaco compreso) a 24. Ma nei 25 ce ne sono 4 che costituiscono una dissidenza interna, non contenti della ricandidatura della Prima Cittadina, perché vorrebbero l’intesa con il Pd. Insomma, uno schema analogo di quello del 2015. C’è un capo amministrazione che, nonostante evidenti criticità politiche interne, prosegue ostinatamente per la sua strada.

 

 

 

E le fibrillazioni sempre più rumorose. A deporre in favore di Virginia Raggi c’è il fattore tempo, perché pur essendo le elezioni state rinviate di qualche mese, siamo a fine consiliatura e dunque gli addii dalla maggioranza risultano fisiologicamente meno dolorosi. Tuttavia c’è un contenuto politico alla base di tutto questo, e ruta tutto attorno l’opportunità di una candidatura che si presenta ai blocchi di partenza con il sostegno assai pericolante della propria maggioranza. Nel frattempo, proprio oggi Giuseppe Conte, pseudo commissario del Movimento 5 Stelle, si incontrerà con Enrico Letta, e chissà se al centro del tavolo non ci sarà pure il tema delle elezioni a Roma. Com’è noto, entrambi sono per un’alleanza strutturale tra i due partiti. Obiettivo verso il quale, al momento, Virginia Raggi rappresenta un ostacolo