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Covid, l'attacco tedesco all'ex governo Conte: "Ha i morti sulla coscienza"

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Il settimanale tedesco Der Spiegel pubblica una lunga inchiesta sul modello Italia che ha affrontato l'arrivo e lo sviluppo della pandemia da Covid 19 criticando duramente l'esecutivo che era guidato dal premier Giuseppe Conte. Il giornale sceglie un titolo molto pesante: "Prima è arrivato il virus, poi l'occultamento". Il servizio, a un anno dall'esplosione del virus, ripercorre le storie di alcune famiglie italiane che hanno perso i propri cari, in particolare quelle della provincia di Bergamo che si sono riunite nel comitato "Noi denunceremo".

E nel lungo articolo vengono tirati in ballo i piani mancanti, quelli obsoleti, le risposte tardive dal punto di vista sanitario. La gestione della prima fase della pandemia viene considerata fallimentare. Era il periodo in cui il Paese cercava di essere ottimista e andava avanti con la parola d'ordine "andrà tutto bene", ma il governo forse nascondeva le verità di quello che stava accadendo e di quello che si aspettava. Nell'inchiesta pubblicata dal settimanale si legge che le famiglie chiedono "chiarimenti e in effetti i documenti dimostrano che all'inizio della pandemia sono stati commessi e anche nascosti errori".

Un articolo pesante in cui Der Spiegel non si tira indietro: "Le accuse sono gravi. L’Italia ha reagito troppo tardi e in modo sbagliato alla pandemia. Il Paese è stato sopraffatto. In parte perché i piani di emergenza erano obsoleti e carenti. Gli errori sono stati nascosti. Per questo la gente è dovuta morire? Genitori, nonni, coniugi?”. Il giornale spiega che “l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo ministro della Salute sono già stati ascoltati (dalla magistratura, ndr). Mentre da mesi vengono alla luce nuove omissioni. Non si tratta più solo di tragici casi individuali. Ma di un fallimento fondamentale e di insabbiamento”. Si spiega inoltre che alcune procure italiane stanno indagando sull'operato del governo di allora, a partire da quella di Bergamo. E gli errori sono quelli che in Italia sono stati denunciati da mesi, a partire dalla mancata istituzione della zona rossa di Alzano e Nembro nel Bergamasco.