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Andrea Scanzi, il padre Luciano contro i furbetti del vaccino: "Io aspetto il mio turno"

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Il caso della vaccinazione di Andrea Scanzi alla Asl di Arezzo di venerdì scorso come riservista sta scatenando polemiche a livello nazionale, con tanto di insulti sui social network nei confronti del giornalista del Fatto Quotidiano. Ad incrementare l'eco del caso, denunciato nella puntata di ieri di Non è l'Arena di Massimo Giletti, è quanto scriveva il padre Luciano, sul suo blog, lo scorso 10 marzo. "Qui siamo invasi dai De Luca e da tutti gli altri variopinti furbetti se è vero che un terzo delle vaccinazioni sono toccate a gentaglia che non ne aveva diritto ma che è riuscita a imbucarsi al posto di quelli che ce l’avrebbero avuto. Ma non mi risulta che nei loro confronti siano stati presi provvedimenti di qualche tipo. Eppure è stato un abuso, per la mia legge un reato, che forse è costato, o costerà, la vita a qualcun altro”, scriveva Luciano Scanzi con lo pseudonimo di Orso Grigio.

 

Per poi aggiungere, sottolineando di essere uno di quelli che "aspetta il suo turno", quanto segue: "Ecco, invece di esaltarvi per la normalità, con le vostre quasi del tutto inutili testate e con i vostri queruli talk, datevi un senso: denunciate gli abusi, condannate i privilegi, le ruberie, gli evasori, e tutto quello che ammorba la nostra società facendo sentire le persone per bene come dei marziani, e riducendo l’onestà a una mania da pervertiti”.

 

E aggiungeva: “Intendiamoci, io non sono un fanatico dei vaccini, aspetto naturalmente il mio turno come è giusto che sia, ma se ci sono delle regole vanno rispettate, e se ci sono delle priorità vanno definite chiaramente e poi rispettate anche quelle. E non, come invece succede, lasciare che ognuno, in ogni regione, possa fare il cazzo che vuole". Parole che ora suonano come un boomerang nei confronti del figlio, tanto che anche la procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo dopo la segnalazione dei carabinieri.