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Covid, in Toscana vaccinati pochi anziani. Interrogazione parlamentare sul caso Scanzi

Christian Campigli
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Deboli, fragili e da salvare. Per mesi il governo ha raccontato agli italiani che erano necessari sacrifici, chiusure e limiti ai più elementari diritti di libertà per salvare gli anziani presenti nel nostro paese. Che sono, è bene sottolinearlo, una risorsa straordinaria, che va tutelata. E così è partita la didattica a casa, con buona pace dei genitori costretti a installare nel proprio appartamento linee per il collegamento internet ad alta velocità. E, ovviamente, a pagarle di tasca propria. Senza dimenticare bar, ristoranti, discoteche e palestre, attività commerciali chiuse da oltre un anno, che rischiano di non rialzare mai più la serranda. Finalmente sono arrivati i vaccini e in molti hanno tirato un sospiro di sollievo.

Durato però il tempo di un amen, perché ci si è accorti immediatamente che la trattativa con le case farmaceutiche erano stata condotta in modo maldestro. E che le dosi erano davvero poche. Tra tanti dubbi, una certezza granitica: si deve partire dagli anziani e dai soggetti più a rischio. È andata cosi? No, in generale, assolutamente no in Toscana. Penultima regione (solo la Sardegna ha fatto peggio) nell'aver iniettato il salvifico liquido ai nostri nonni. Secondo la fondazione Gimbe solo il 5,1% degli over 80 ha effettuato il ciclo completo della vaccinazione e soltanto il 22,3% ha fatto la prima dose di vaccino. Prima in classifica è la provincia autonoma di Bolzano, che ha raggiunto oltre il 36% del ciclo completo. Tra le grandi regioni, la Campania è quarta al 22,8% mentre il Lazio è quinto con il 22,2%. Dati che hanno sollevato un polverone di polemiche, anche perché si sono accompagnati alla suggestiva scelta di concedere una corsia privilegiata per gli avvocati (tra questi anche alcuni politici che la toga non la indossano da oltre un decennio).

Nulla al confronto dello scambio di accuse successive all'annuncio dell'istrionico giornalista aretino Andrea Scanzi: “Mi sono vaccinato grazie alla lista dei riservisti. Ho evitato venissero sprecate dosi, spero che la mia testimonianza possa servire”. L'apoteosi dell'assurdo di beckettiana memoria, il fatto cioè che gli anziani malati continuino ad essere a rischio e un volto noto della televisione e del web sia riuscito, miracolosamente, ad entrare nelle famigerate liste di riserve, non è certo passato inosservato. Nonostante l'Asl abbia fatto sapere che “si tratta di una procedura regolare”, il deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, ha presentato un'interrogazione parlamentare. “Apprendiamo che Scanzi è dotato di poteri sovrannaturali. I cittadini toscani hanno enormi difficoltà a vaccinarsi, con tantissimi ultra 80enni che ancora non sono riusciti a farlo. Ma lui dice di essersi non solo già iscritto ad una lista di riserve di cui i cittadini ignorano l’esistenza, ma addirittura di essersi già vaccinato. Vogliamo sapere chi nella sanità toscana ha consentito a Scanzi di venire a conoscenza della lista, di iscriversi e vaccinarsi”. In rete, soprattutto nei gruppi di renziani, sono in tanti a fare ironia contro “il paladino dell'onestà”. Di tutta questa vicenda, terribilmente italiana, resta l'amaro in bocca per le scarse dosi distribuite ai nostri medici di famiglia, per gli anziani che ancora oggi moriranno a causa di un virus infame, per la nostra economia che impiegherà decenni prima di tornare ai livelli pre pandemia e per la consapevolezza che tutti sono uguali. Ma qualcuno è sempre più uguale degli altri.