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Salvini assolto per gli insulti ai giudici: li aveva definiti "cancro da estirpare". La sentenza del tribunale di Torino

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Il tribunale di Torino ha assolto Matteo Salvini per alcuni insulti che aveva rivolto ai giudici. Il leader della Lega era finito a processo con l'accusa di vilipendio all'ordine giudiziario. Nella sentenza il giudice lo ha assolto "per la particolare tenuità del fatto". Salvini aveva definito i giudici "un cancro da estirpare" durante il congresso regionale della Lega del 14 febbraio 2016. Il pm Emilio Gatti aveva chiesto una multa "esemplare" da 3mila euro.

 

Come riferisce Repubblica, oggi in aula il pubblico ministero ha osservato che le frasi rivolte al pubblico del congresso da Salvini "hanno chiaramente natura oltraggiosa: una cosa è la critica, un'altra gli accostamenti volgari e ripugnanti". Gatti ha poi aggiunto che Salvini ha definito i magistrati "stronzi" e "lazzaroni che rompono le palle alla Lega", mentre la magistratura italiana "una schifezza". "Sono contento, ringrazio giudice e avvocato. La Giustizia italiana va profondamente riformata, il sistema Palamara va smontato per il bene dei cittadini e dei tanti magistrati davvero liberi e indipendenti". Il leader della Lega commenta così su Twitter la sua assoluzione a Torino dall’accusa di vilipendio dell’ordine giudiziario.

 

Salvini, nell'occasione, è stato assistito dall'avvocato Claudia Eccher, che ai cronisti ha commentato: "Il giudice ha capito che le frasi erano state pronunciate in un consesso privato, in ambito politico. Questa sentenza ripristina lo stato di diritto", ha spiegato. Nuovo capitolo, dunque, dello scontro tra Salvini e i magistrati, che vede il leader della Lega coinvolto in diversi processi, ultimo dei quali quello sul caso Open Arms, dove l'ex ministro dell'Interno è stato rinviato a giudizio. Dopo la sentenza della procura di Palermo, Salvini aveva commentato: "Sono orgoglioso di aver difeso il mio Paese", riferendosi al comportamento tenuto in occasione del diniego allo sbarco dei migranti ospitati a bordo della nave dell'Ong. Sul caso è stato sentito anche l'ex premier Conte e diversi ministri del governo gialloverde.