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Covid, Sileri: "Entro giugno 40 milioni di immunizzati"

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Entro fine giugno quaranta milioni di italiani avranno ricevuto quantomeno la prima dose di vaccino. L'obiettivo è stato fissato dal vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri che ne ha parlato in un'intervista a Il Messaggero. "Entro la fine di giugno i due terzi di coloro che vogliono vaccinarsi avranno ricevuto almeno la prima dose. E a metà del prossimo mese registreremo un sensibile miglioramento, con una riduzione dei ricoveri. Termineranno le zone rosse nelle regioni", queste le sue parole.

Tuttavia Sileri avverte che per adesso bisognerà stringere i denti. Il virus corre, ma la campagna vaccinale non avrà, almeno negli auspici, altre frenate. "In aprile non ci sarà alcun rallentamento per i vaccini. In generale ben venga Sputnik, ma ben venga pure Sinovac, il vaccino cinese. La diminuzione dei casi è già iniziata. A metà aprile la situazione sarà di gran lunga migliore perché avremo molti più vaccinati e con l'arrivo delle bella stagione staremo molto più all'aperto. Siamo già all'aurora", ha aggiunto. "Entro la fine di giugno saranno vaccinati 40 milioni", ha concluso.

 

Intanto continuano a far discutere i ritardi nell'immunizzazione della fascia più a rischio, vale a dire quella degli anziani oltre gli 80 anni. "Per gli ultra80enni si dovrebbero coinvolgere i medici di famiglia rimasti a margine della campagna vaccinale. Andrebbero mobilitati per raggiungere a casa le persone non autosufficienti. E' quello che si fa con il vaccino antinfluenzale". Queste le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera da Antonella Viola, immunologa e docente di Patologia generale all'Università di Padova. "Vale anche per i fragili, siamo fortemente in ritardo con gli ultra80enni. I miei dottorandi di 23-24 anni sono stati vaccinati e molti anziani che conosco no. Stiamo sbagliando target e allunghiamo i tempi", ha aggiunto. Secondo Viola "bisognava procedere per lista di priorità non per categorie lavorative".

Il governo è pronto a venire incontro alle Regioni che sono indietro con la campagna vaccinale mettendo a disposizione task force della Protezione civile e della Difesa.