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Open Arms, Salvini dopo il rinvio a giudizio: "Orgoglioso di aver difeso il mio Paese"

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Matteo Salvini, dopo il rinvio a giudizio disposto a suo carico dalla Procura di Palermo sul caso Open Arms, ha commentato: "Sono orgoglioso di aver difeso il mio paese. Sono un italiano felice di aver fatto il suo lavoro, di aver protetto vite, dignità e confini, di aver svegliato l’Europa e se ne devo pagare le conseguenze lo faccio con orgoglio e testa alza". Queste le parole del leader della Lega a Palermo.

 

"Lascio che siano i giudici a giudicare se un ministro che ha difeso i confini del suo Paese merita 15 anni di carcere o se lo merita qualcuno che ha messo in pericolo la vita di migliaia di persone. Sono l’imputato più tranquillo della faccia della terra". Salvini è accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. L'ex ministro dell'Interno ha preso la parola anche in aula, dove aveva spiegato come "l’Italia non si è mai sottratta, nè in questo caso nè in nessun altro, al dovere di prestare tutta l’assistenza che era necessaria alle persone che ne avevano bisogno. Ogni volta che c’è stata la segnalazione di una necessità sanitaria, l’Italia ha fatto tutto ciò che era necessario per garantire cure e assistenza".

 

Salvini ha poi ricordato come, nel caso in questione, "il comandante della Open Arms rifiutò di trasbordare 39 migranti, in area Sar maltese, su un assetto navale de La Valletta. Giorni dopo, il 18 agosto 2019, le autorità spagnole assegnarono a Open Arms un porto di sbarco ad Algeciras. Il comandante rifiutò questa soluzione. La Spagna diede allora disponibilità presso il porto spagnolo più vicino, Palma di Maiorca, e l’Italia si offrì di scortare la Open Arms con una propria nave, dove trasbordare i migranti ancora a bordo. Anche la Spagna comunicò l’invio di una propria nave a supporto. Il comandante rifiutò anche questa soluzione".