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Decreto sostegni, Letta attacca Salvini: "Ha bloccato il Cdm". Il leader leghista: "Enrico stai sereno"

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Sale la tensione nella maggioranza di governo dopo il braccio di ferro di venerdì 19 marzo sul Decreto sostegni in particolare sullo stralcio delle cartelle esattoriali sotto i 5 mila euro. Nella mattinata di sabato 20 marzo il neo segretario del Pd, Enrico Letta ha attaccato su Twitter il leader leghista : "Molto bene. Il Decreto Sostegni interviene su salute, scuola, turismo, cultura e aiuta lavoratori e imprese. Bene Draghi. Bene i Ministri. Male, molto male che un segretario di partito tenga in ostaggio per un pomeriggio il Cdm (senza peraltro risultati). Pessimo inizio Salvini", scrive il numero uno democratico. 

 

"Enrico stai sereno", replica ironicamente il leader leghista richiamando le parole con le quali nel 2014 l'attuale segretario del Pd fu liquidato, mentre era presidente del Consiglio, dall'allora segretario Matteo Renzi. "C'è chi pensa allo ius soli - è la replica di Matteo Salvini - e c'è chi pensa ad aiutare gli italiani in difficoltà con un decreto da 32 miliardi. Basta con le polemiche".

 

Il via libera al decreto Sostegni è arrivato venerdì dopo un lungo braccio di ferro che ha paralizzato i lavori per tutto il pomeriggio. La Lega insisteva per uno stralcio più corposo delle cartelle esattoriali almeno fino al 2015. Invece alla fine, visto che l'ala sinistra non intendeva accettare quello che considerava un condono. Alla fine c'è stata una mediazione che al momento ha fatto scattare la tregua. Ma, come si capisce dalle dichiarazioni dei due leder, si tratta di una tregua armata. Il presidente Draghi ha dovuto mediare a lungo per trovare una sintesi. E non a caso il premier nella conferenza stampa della serata di venerdì ha precisato che "ciascuno ha le sue bandiere identitarie". Il presidente del Consiglio ha inviato la sua maggioranza a far prevalere l'interesse nazionale. Ma la tensione sta salendo.