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Covid, Sileri: "A ottobre tutti gli italiani vaccinati. Astrazeneca? Se toccasse a me io lo farei"

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"Tutti gli italiani vaccinati a ottobre" annuncia il sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri intervistato su Radio Capital durante la trasmissione The Breakfast Club. Sui tempi della vaccinazione ha infatti spiegato: "Quella di massa, che interesserà cinquantenni e quarantenni sarà completata tra aprile e giugno, quando oltre due terzi della popolazione entro l’estate sarà immunizzata. Massimo a ottobre, tutti gli italiani avranno ricevuto anche la seconda dose. Tutta Europa insieme poi dovrà lavorare a un passaporto che permetta ai vaccinati di muoversi con maggiori facilità". 

 

 

Poi il sottosegretario ha affrontato il tema Astrazeneca: "Non è previsto che mi vaccini a breve, ma se servisse sarei pronto a farmi somministrare la prima dose di AstraZeneca dopo l’ok dell’Ema. Infatti mi aspetto che l’Ema esprima parere positivo, l’analisi sui casi di decessi, peraltro molto pochi, permetterà di perimetrare l’uso del vaccino AstraZeneca. Se quei casi rappresentano un sottogruppo con un comune denominatore, come l’uso di uno stesso farmaco, ci saranno indicazioni specifiche altrimenti si proseguirà così come era prima, e penso che questo sarà quello che accadrà. AstraZeneca viene ancora utilizzato in alcuni paesi europei. Lo stop è venuto dagli stati non dall’Ema. Il numero dei casi sospetti è davvero esiguo e se si prendono gli eventi trombo-embolici degli altri vaccini i numeri sono sovrapponibili, sia con quelli ipoteticamente legati ad AstraZeneca sia con quelli della popolazione non vaccinata" spiega Sileri. E ancora: "La scelta della sospensione è stata guidata dalla Germania: se ti aspetti un caso di trombosi e ne hai 7, come è successo in Germania, devi investigare. Si poteva valutare però anche un’altra opzione: quella di investigare e continuare con la vaccinazione. In questo momento drammatico bloccare la vaccinazione vuol dire bloccare centinaia di migliaia di dosi che avrebbero garantito a centinaia di migliaia di persone di non prendere il virus".

 

 

Sul vaccino russo Sputnik il sottosegretario Sileri resta invece prudente: "Non arriverà nell’immediato: mi auguro che venga approvato il prima possibile ma bisogna fare i conti anche con la capacità produttiva delle aziende. Va bene Sputnik ma attenzione perché un conto è dire che c’è un altro che ci sia nelle quantità richieste è un altro discorso. Non si può pensare di approvare un vaccino e avere il giorno dopo 50 milioni di dosi".