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Blocco licenziamenti e cartelle cancellate, mancano i numeri e il decreto si ferma

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Il nodo delle cartelle esattoriali  insieme quello del blocco dei licenziamenti rischia di minare la strada verso l'approvazione del decreto Sostegni. Il provvedimento dovrebbe approdare in consiglio dei ministri venerdì 17 marzo. Ma stando a quanto appreso da AdnKronos, che cita fonti governative, qualcosa sta andando storto. Non ci sarebbero ancora i numeri per trovare un accordo. 

Il vertice di maggioranza con il premier Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco non lo avrebbe sciolto, ovvero non è passata, per ora, la linea di cancellare le cartelle inevase relative al periodo 2000-2015, fissando il tetto a 5mila euro, un'asticella che il Parlamento potrebbe tuttavia far salire a 10mila. Per questo, spiegano fonti di governo all'Adnkronos, non è escluso che la riunione, che pure da palazzo Chigi assicurano sia andata ''molto bene'', venga aggiornata a domani: "Non l'abbiamo fissata ma non è escluso che si tenga", spiega uno dei ministri presenti. Ci sarà un incontro tecnico con il ministro di via XX Settembre per cercare di trovare la quadra oltre che una riunione del responsabile dell'Economia con i capigruppo delle forze di maggioranza e il ministro ai Rapporti col Parlamento Federico D'Incà.

 

Le divergenze non riguarderebbero solo le cartelle, con un provvedimento una parte della maggioranza vede come un condono fiscale ma anche l'estensione del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno per tutti e per le piccole imprese fino a ottobre: ci sarebbero dubbi sui numeri. Al vertice erano presenti  Andrea Orlando per il Pd, Stefano Patuanelli per il M5S, Renato Brunetta per FI, Giancarlo Giorgetti per la Lega, Elena Bonetti per Italia Viva e Roberto Speranza per Leu. Ma quando arriveranno gli aiuti? "Entro il 30 aprile tutti avranno i soldi sul conto corrente", ha spiegato Claudio Durigon, sottosegretario al Mef, ospite a Restart in onda questa sera su Rai2.