Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Massafra, uccide la moglie e la suocera poi si impicca a un albero

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. La stretta correlazione tra i limiti alla socialità, l'obbligo di trascorrere le giornate in casa dovuto alla pandemia e l'aumento esponenziale di delitti tra le quattro mura domestiche sta diventando un dato ineluttabile. E la massima della regina del giallo, Agatha Christie, torna di strettissima attualità. A Massafra, piccolo paese in provincia di Taranto, l'ultimo episodio di una scia di sangue troppo lunga per essere snobbata e non analizzata nel suo insieme. A trecentosessanta gradi. Antonio Granata, 61 anni, ieri pomeriggio ha ucciso la moglie Carolina Bruno, 65 anni e la suocera, Lorenza Addolorata Carano, 92 anni.

L'arma usata, secondo i primi rilievi degli inquirenti, potrebbe essere o un coltello da cucina o un arnese da lavoro, un paio di cesoie o delle forbici. Purtroppo la sostanza non cambia di molto. Gli agenti intervenuti in via Leonardo da Vinci, nel rione San Francesco, si sono trovati di fronte ad un autentico massacro, compiuto per l'ennesima lite in casa. Al centro dell'aspro confronto un debito mai onorato con altri parenti che, nelle ultime due settimane, avrebbero preteso la restituzione di quella somma di denaro. Soldi che l'uomo, saltuariamente impiegato in lavori di potatura di alberi e piante, non aveva.

La coppia, senza figli, da un anno aveva perso l'alloggio ad un'asta e viveva con la suocera. Incensurato, secondo i vicini negli ultimi mesi era cambiato. La sua naturale tranquillità aveva fatto spazio ad un nervosismo crescente. Un mix letale, rabbia e depressione, che, unite alla necessità di trascorrere molte ore sotto lo stesso tetto hanno generato un cocktail esplosivo. Antonio Granata non ha retto la pressione dell'ennesima, interminabile discussione e ha tolto la vita alla moglie e alla suocera. Poi è stato visto da alcuni conoscenti compiere gesti di autolesionismo. C'è chi ha provato a parlarci, a chiedergli cosa fosse successo, ma l'uomo a quel punto è fuggito, in uno stato di shock fin troppo evidente. Ha acceso il motore della propria auto, una Seat Ibiza, e ha fatto perdere le sue tracce.

Questa mattina, dopo che i carabinieri lo avevano cercato per ore nella zona, è stato trovato morto, impiccato ad un albero in un campo a Palagiano, a pochi chilometri di distanza dalla casa degli orrori. Antonio, dopo il duplice omicidio, aveva telefonato in caserma, e si era accollato tutta la responsabilità di quel massacro. Agli agenti aveva anche annunciato la volontà di togliersi la vita. E a nulla erano serviti gli inviti alla calma. La mente del 61enne era ormai in preda ad un senso di colpa che lo ha condotto questa mattina al suicidio. Quando il Covid sarà sconfitto e dovremo fare i conti con i morti e la devastazione della nostra economia, sarà indispensabile non dimenticare quelli che, in gergo tecnico, potrebbero essere catalogati come “danni collaterali”. Al contrario, aver sottovaluto gli abissi di solitudine e depressione causati dalla pandemia sarà invece uno dei principali errori nella gestione di questo folle periodo.