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Licio Gelli, il maestro venerabile della P2 al centro degli scandali italiani

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Maestro venerabile. Così è diventato noto in tutta Italia Licio Gelli, numero uno della loggia massonica P2. Ricorrono quaranta anni dalla scoperta della lista degli iscritti alla loggia ed Enrico Mentana dedica un reportage sui misteri ancora aperti su quella che è stata una delle vicende più inquietanti del dopoguerra. Cosa resta della strategia della tensione? E' il tema dello Speciale Bersaglio Mobile in onda su La7 a partire dalle ore 21.15 dal titolo Il Giorno che scoprimmo la P2.

Ma in realtà chi era Licio Gelli? Cosa resta di lui? Libri su libri sono stati dedicati al toscano, nato a Pistoia nel 1919 e morto ad Arezzo nel 2015. E' stato condannato per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano ma anche per il depistaggio delle indagini nella strage di Bologna del 1980. E' ritenuto uno dei mandanti di quella assurda tragedia. Dopo la detenzione in Svizzera e in Francia, ha vissuto l'ultima fase della sua vita a Villa Wanda, ad Arezzo.

Figlio di un mugnaio e dopo l'esperienza da volontario nei fascisti che andarono in Spagna in aiuto delle truppe del generale Francisco Franco nella guerra civile, Gelli tornò a casa e raccontò la sua avventura sul settimanale locale delle federazione fascista, il Ferruccio. Poi l'esperienza di ispettore del Partito Nazionale Fascista, l'adesione alla Repubblica Sociale Italiana e la collaborazione con i partigiani che caratterizzò l'inizio della sua seconda vita. Dopo la guerra gestore di una libreria senza grandi fortune, direttore commerciale della Permaflex di Frosinone e probabilmente da quel momento l'intenso inserimento nella vita politica, anche per via dell'impegno di autista e segretario del deputato Romolo Diecidue. Fu iniziato alla massoneria nel 1963 e scalò velocemente i gradi principali fino a diventare maestro venerabile della loggia Propagnada 2, la P2, a cui aderirono decine di personaggi importanti del Paese e che negli anni Settanta è diventata l'ambiente all'interno del quale si concentrarono i protagonisti di un possibile piano eversivo.

Il 17 marzo nell'ambito di una inchiesta sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, le perquisizioni fecero rinvenire la lista degli aderenti alla P2: parlamentari, industriali, funzionari, uomini delle forze dell'ordine, professionisti, nomi notissimi nel Paese. Poi il coinvolgimento nella strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, i rapporti con la dittatura argentina. Una vita intensa e complessa. Dal 2001 fino alla morte è stato in detenzione domiciliare nella sua Villa Wanda di Arezzo e il 2006 ha sposato in seconde nozze Gabriela Vasile