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Salvini attacca subito Letta: "Cavolate sullo ius soli, il segretario Pd parte male"

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Nemmeno il tempo di festeggiare che Enrico Letta, neo segretario del Pd, viene attaccato dal leader della Lega Matteo Salvini. Questa mattina, 14 marzo l'assemblea nazionale del Partito Democratico ha eletto l'ex premier alla segreteria dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti. Nel suo intervento Enrico Letta ha detto che come leader del partito intende riproporre la questione dello Ius Soli, ossia del riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che nascono in Italia, anche se da genitori stranieri.

"Letta e il Pd vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Eh, buonanotte. Se torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate", scrive Salvini sul suo profilo Twitter rivolto al leader democratico.

 

 

"Io sarei molto felice se il governo di Mario Draghi, tutti insieme, senza polemiche, fosse quello in cui dar vita alla normativa dello Ius soli che voglio qui rilanciare", ha detto Letta, che a sua volta ha lanciato una prima stoccata agli avversari politici: "Il governo di Mario Draghi è il nostro governo. E' la Lega che deve spiegare perché lo appoggia, non noi". Parole che non sono state digerite da Salvini che ha subito rilanciato sui social.

 

 

In mattinata è apparsa un'intervista su Il Tempo (leggi qui) nella quale il leader della Lega aveva parlato anche della questione spinosa degli sbarchi degli immigrati: "La presenza della Lega al governo sarà garanzia che la musica cambierà, basta con le migliaia di sbarchi degli scorsi mesi e con gli affari per scafisti e trafficanti”. Parlando di Enrico Letta, rispondendo a Francesco Storace, ha detto: “Per carità, non ho alcuna voglia di entrare nelle loro scelte, come in quelle dei grillini. Zingaretti se ne è andato perché 'si vergognava' (parole sue!) del suo partito, il nuovo segretario lo devono richiamare in servizio da Parigi. Mah, i leader del centrodestra li sceglie il popolo con il voto, questa è una bella e sana differenza.”