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Sport in allarme, caos Coni e polemiche sul sottosegretario Vezzali

Christian Campigli
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Panem et circenses, dicevano i latini. Uno strumento di controllo delle masse, di diffusione del credo, pontificavano sia il regime fascista che quello comunista in Unione Sovietica e in Germania dell'Est. Il rapporto tra sport e politica ha origini antichissime. Nell'Italia repubblicana, nonostante rappresenti una parte significativa del Pil, viene ancora considerato come un tema minore. Basti pensare che, all'inizio di gennaio, a causa di veti incrociati e tensioni tra i partiti, gli atleti italiani hanno corso il serio rischio di dover andare alle prossime Olimpiadi di Tokyo senza la bandiera e l'inno nazionale.

 

Il governo Conte, lo scorso 26 gennaio, è dovuto correre ai ripari e mettere la famigerata toppa, con un decreto legge che riguardava la governarce del Coni. Finalmente è arrivato, non senza qualche problema, il voto anche del Senato. L'esecutivo guidato da Mario Draghi ha dovuto porre la fiducia su un tema scivoloso, anche a causa dei numerosi emendamenti, che rischiavano di stravolgere la legge. Ma non a tutti la norma licenziata è piaciuta. “Abbiamo votato a favore perché siamo in maggioranza – ha sottolineato Daniela Sbrollini di Italia Viva ma su questa materia dovremo tornare a discutere. Credo che tutto questo tema dovrà essere ridiscusso e affrontato presto al livello di governo". Il Coni avrà solo 165 dipendenti, pochi secondo il presidente Giovanni Malagò per smaltire a tutta la mole di lavoro prevista. Giova ricordare che erano stati chiesti, durante l'audizione in Parlamento, 238 impiegati. Lo sport balza agli onori delle cronache di questi giorni anche grazie alla nomina a sottosegretario di Valentina Vezzali. Un nome che divide, crea malumori e aumenta le polemiche. In perfetto stile italico. Campionessa olimpionica di scherma, e già parlamentare di Scelta Civica, succede a Vincenzo Spadafora, che, con aria candida e innocente, aveva ammesso di ignorare le dinamiche del settore fino al momento dell'incarico.

 

Vezzali paga, forse anche in modo eccessivo, uno scambio di battute con il maestro delle gaffe, Silvio Berlusconi. Ospite di Bruno Vespa alla trasmissione Rai “Porta a Porta” nel lontano 2008, la campionessa azzurra diede lezioni di scherma all'ex premier. Il cavaliere fece delle allusioni sulla possibilità di “toccare”, termine usato nella scherma, ma che chiaramente si presta ad ambigue interpretazioni. Vezzali, invece di far cadere nel nulla la freddura, replicò con un “io da lei mi farei toccare” che scatenò un autentico pandemonio. E quell'accusa, di essere troppo supina rispetto ai voleri maschili e di non aver la forza di lottare per i diritti delle donne, non se l'è più tolta di dosso. Soprattutto nei salotti di una certa sinistra snob e radical chic. Ora Vezzali, dopo una disastrosa esperienza parlamentare (assente per oltre il 95% delle sedute), ha l'occasione di dimostrare di essere in grado di “toccare” i nervi scoperti dello sport e di farlo tornare al centro dell'agenda politica. Perché, mai come durante una pandemia, il controllo dei cittadini e l'accettazione delle limitazioni imposte loro, passano dalla possibilità di offrire al popolo attimi di svago e di divertimento.