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Covid, nuovi divieti. Spaccatura nel governo. Giorgetti e Carfagna contro Speranza: "La gente è esasperata"

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Tensioni nel governo per la nuova stretta decisa per contenere la diffusione del Covid-19. Secondo quanto riporta Libero Quotidiano (leggi qui) il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera alle nuove misure è stato piuttosto teso, con parte dei ministri che ha puntato il dito contro l'ala favorevole a nuove chiusure incarnata dal ministro della salute Roberto Speranza. Per ora Draghi sembra seguire questa linea della prudenza, tuttavia stanno nascendo delle tensioni. "Presidente, la gente è esasperata. Giusto tenere in considerazione i dati sanitari preoccupanti, ma bisogna fare i conti anche con altri fattori", ha detto, secondo questa ricostruzione, il ministro Giancarlo Giorgetti nel suo intervento riportato da un retroscena di Repubblica. Il numero due della Lega sarebbe stato spalleggiato dal collega di partito Massimo Garavaglia. In fin dei conti è la posizione di Salvini e della stragrande maggioranza di partite Iva, negozianti e piccoli imprenditori soprattutto al Nord.

 

Anche il ministro Mara Carfagna avrebbe espresso perplessità: "Si potrebbe valutare la possibilità di consentire anche in zona rossa la visita una volta al giorno per due persone da un amico o parente. Come avvenuto a Natale e Capodanno e come è già previsto per Pasqua. Sarebbe una sorta di conforto sociale". I ministri che hanno chiesto una linea più morbida, stando a questa ricostruzione, hanno trovato una sponda con l'appoggio del ministro della giustizia Marta Cartabia e di quella degli interni, Luciana Lamorgese.

 

Sull'altro fronte a dare la linea sarebbe stato Dario Franceschini del Pd: "La situazione è drammatica, non possiamo permetterci alcuna concessione, non ora". Per adesso Draghi sembra aver scelto questa linea prudenziale. Tuttavia bisognerà capire cosa avverrà da qui al 6 aprile quando scadrà il provvedimento che con le nuove misure, modificato proprio durante la seduta del Consiglio dei ministri di venerdì mattina. Decisiva sarà anche l'accelerazione promessa sulla campagna vaccinale.