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Covid, nuovo decreto: spostamenti, seconde case, visite ai parenti, zona rossa e cosa si può fare Pasqua

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Da lunedì 15  marzo entra in vigore il decreto con le misure anti Covid approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta di venerdì 12 marzo. Sostituisce il precedente Dpcm e resterà in vigore fino al 6 aprile. La principale novità riguarda Pasqua con maggiori misure restrittive dal 15 marzo fino alla scadenza del provvedimento all'inizio del prossimo mese. Nel decreto viene data la possibilità ai presidenti di Regione di introdurre zone rosse a livello provinciale se l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100 mila abitanti e in alcune zone se si registra un rischio di diffusione alta del virus

Queste le regole nelle varie zone. Rimane il divieto di spostamento tra le regioni, tranne che per motivi di lavoro, salute e urgenza, indicati nel modulo di autocertificazione. Resta anche il coprifuoco dalle 22 alle 5. Nelle zone rosse è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei territori. Dal 15 marzo al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile, nelle Regioni in zona arancione le visite a parenti e amici sono consentite all’interno dello stesso comune ma solo verso un'abitazione. Vale il limite di due persone oltre ai minori di 14 anni. Nelle regioni in zona rossa niente spostamenti. 

 

Bar e ristoranti rimarranno chiusi sia nella fascia arancione che in quella rossa. Le regole sono le stesse. Resta consentita la ristorazione con la consegna a domicilio. Fino alle ore 22 è consentita anche la ristorazione con asporto con il divieto di consumazione sul posto. Nei bar l'asporto sarà possibile fino alle 18. Restano aperti i negozi in zona arancione. mentre in quelle rosse chiudono tutti tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità

Resta possibile spostarsi verso le seconde case, ma bisogna rispettare delle condizioni. Si dovrà spostare solo un nucleo familiare e bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari delle seconde case in questione da una data anteriore a quella del 14 gennaio 2021.