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Renzi, genitori rinviati a giudizio per il fallimento di tre cooperative e fatture false

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I genitori di Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, sono stati rinviati a giudizio. I coniugi sono a processo per i reati di bancarotta fraudolenta per il crac di tre cooperative a loro riconducibili ed emissione di fatture false. Il decreto che dispone il rinvio a giudizio, è stato emesso nella mattina di mercoledì 10 marzo dal giudice dell’udienza preliminare, Giampaolo Boninsegna; la prima udienza è fissata in Tribunale di Firenze per il 1 giugno.

 

Insieme a loro erano imputate altre 16 persone, accusate a vario titolo di bancarotta fraudolenta e emissione di false fatture. Per i reati loro contestati nel febbraio 2019 Tiziano Renzi e la moglie erano finiti agli arresti domiciliari, misure poi revocata dal Tribunale del Riesame dopo 18 giorni. Durante l’udienza preliminare ha patteggiato una pena a 6 mesi di reclusione l’imprenditore ligure Mariano Massone, accusato di bancarotta fraudolenta. Nel febbraio del 2019 anche Massone fu ristretto agli arresti domiciliari. Estinte infine le accuse a carico di un altro imputato che è deceduto. Il nuovo processo che i coniugi Renzi senior dovranno sostenere riguarda il fallimento delle cooperative Delivery Service Italia, Europe Service e Marmodiv, che si occupavano in particolare di volantinaggio e distribuzione di materiale pubblicitario. Oltre ai genitori dell’ex premier, tra gli imputati dell’udienza preliminare figuravano i legali rappresentanti delle cooperative coinvolte, componenti dei cda e imprenditori.

 

L’indagine era partita dalla Delivery Service Italia, cooperativa dichiarata fallita a giugno 2015 e di cui Tiziano Renzi e Laura Bovoli sarebbero stati, per la Procura, amministratori di fatto fino a giugno 2010. In questo caso secondo le accuse i due coniugi, con altri - tra cui Roberto "Billy" Bargilli, l’autista del camper di Matteo Renzi per le primarie per la segreteria del Pd del 2012 e in passato nel cda della cooperativa - avrebbero cagionato "il fallimento della società per effetto di operazione dolosa consistita nell’aver omesso sistematicamente di versare gli oneri previdenziali e le imposte, o comunque, aggravando il dissesto". Il 7 ottobre del 2019 il Tribunale di Firenze ha condannato in primo grado a un anno e nove mesi di reclusione (pena sospesa) Laura Bovoli e Tiziano Renzi e a due anni l’imprenditore Luigi Dagostino al termine del processo per due fatture false emesse dalla Party srl (da 20mila euro più Iva) e alla Eventi 6 srl (140mila euro più Iva), società imprenditoriali gestite dai genitori del leader di Italia Viva.