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"Mezz'ora in più", Speranza e Moratti fra gli ospiti di Annunziata e Di Bella su Rai3

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"Mezz'ora in più" e "Mezz'ora in più/Il mondo che verrà" va regolarmente in onda oggi, domenica 7 marzo, a partire dalle 14,30 su Rai3.
Ospiti di Lucia Annunziata e Antonio Di Bella, sono il ministro della Salute Roberto Speranza, la vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti, il rappresentante del Fondo Sovrano Russo Kirill Dimitriev, i giornalisti dell'Huffpost Angela Mauro e Alessandro De Angelis, il direttore de La Repubblica Maurizio Molinari, il presidente dell'Ispi Giampiero Massolo e la corrispondente Rai Lucia Goracci.

 

Fra i temi al centro della discussione e dall'approfondimento, ci sono l'arrivo della terza ondata epidemica, il nuovo piano per le vaccinazioni di massa e gli stati europei alle prese con le carenze dei vaccini; le tensioni nel Partito Democratico e le dimissioni del segretario Nicola Zingaretti; la storica visita di Papa Francesco in Iraq e i nuovi equilibri nel Medio Oriente

 

Quanto a Speranza, ospite della trasmissione, questa mattina è una sua intervista sulle colonne del Corriere della Sera. "Il grido di dolore di Zingaretti ha tolto il velo alle contraddizioni del Pd e aperto una crisi che riguarda tutti i progressisti. Quello che c’è oggi non basta e quello che serve ancora non c’è. Con il virus che ha stravolto le esistenze, anche il nostro campo deve profondamente cambiare", ha affermato il ministro della Salute, Roberto 
Speranza. "La pandemia - sottolinea - ha riposto l’accento sul primato di alcuni diritti irrinunciabili e non negoziabili. Beni pubblici fondamentali come il diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro e la grande questione dello sviluppo sostenibile vanno difesi, non possono essere affidati alle sole logiche del mercato. Attorno a questi temi c’è lo spazio per rifondare una sinistra larga e plurale. Le soggettività politiche esistenti si stanno dimostrando insufficienti per rispondere alla domanda di protezione che viene dalla società. Il Pd ha mostrato i suoi limiti, ma anche le esperienze costruite al di fuori del Pd non hanno raggiunto gli obiettivi". In questo momento "il campo democratico è più frammentato e in difficoltà, la sfida è trasformare questa crisi in una opportunità".