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Covid e vaccini, a Gabrielli i poteri del commissario Arcuri. L'idea di Draghi

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La posizione del supercommissario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri è sempre più in bilico. In vista della scadenza del suo mandato il governo Draghi starebbe pensando a una rivoluzione nella gestione dell'emergenza. Una delle ipotesi è quella di affidare i poteri di Arcuri a Franco Gabrielli, ex capo della polizia e attuale sottosegretario i servizi di sicurezza. Sarebbe questa, secondo un'indiscrezione lanciata dal quotidiano Il Tempo (clicca qui), la carta che Mario Draghi vorrebbe giocare per cambiare passo nella gestione dell'emergenza. Il premier vorrebbe utilizzare l'esperienza di Gabrielli anche per prendere di petto un altro fronte delicato per il governo: gli sbarchi clandestini, su cui il premier vuole una seria azione preventiva. 

Negli ultimi giorni si sono rincorse le indiscrezioni circa un cambio di passo soprattutto per quanto riguarda la campagna vaccinale. L'esecutivo vorrebbe superare l'attuale fase gestita dal commissario Arcuri per velocizzare le operazioni soprattutto quando arriverà un maggior numero di dosi dei vari sieri. L'idea è quella di rimettere in campo la protezione civile, fino messa ai margini nella campagna vaccinale, utilizzando medici e sanitari della struttura per moltiplicare il numero delle somministrazioni portandole fino a una cifra vicina al mezzo milione al giorno. Per questo si sta ideando un piano che prevede la somministrazione nelle strutture sanitarie e, se necessario, anche nelle tende o nelle strutture mobili della protezione civile. Una gestione che tuttavia Draghi non vuole lasciare, da quello che sta filtrando, ad Arcuri superando anche la fase della gestione attraverso la struttura commissariale.

 

Il governo sta valutando anche l'ipotesi dell'unica dose. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera tuttavia, anche con una singola somministrazione, saranno rispettate le priorità per fasce d'età che finora sono state prefissate per il vaccino con il richiamo. Gli esperti stanno valutando tutte le ipotesi. L'esperienza del vaccino Astrazeneca, con un richiamo più lontano dalla prima iniezione, di fatto è un test anche rispetto a questa ipotesi.