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Covid, allarme contagi nelle scuole. Si valuta la chiusura nelle zone rosse

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Allarme contagi tra alunni e studenti e ora il governo sta valutando la chiusura di scuole medie ed elementari, finora rimaste sempre aperte, nelle zone rosse. E' un'altra mossa per tentare di arginare l'avanzata del Covid e delle sue varianti. Ma, come anticipa il Corriere della Sera, gli eventuali stop alle lezioni in presenza saranno valutati comune per comune oppure a livello provinciale. Sarebbe questa la linea del Cts che è stato interpellato dal governo in vista dell'approvazione del prossimo Dpcm con le misure anti Covid. L'ultima decisione spetterà al governo che tuttavia difficilmente non terrà conto dal parere del comitato tecnico scientifico. come detto il consiglio è quello di mettere in atto degli interventi mirati nei territori dove verranno riscontrati maggiori contagi.

Il tema dei focolaio nelle scuole e il dibattito se tenerle aperte o meno continua. Sul tema è intervenuto anche Pier Luigi Lopalco epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia che in un'intervista a La Stampa ha detto: "Ora anche quelli che dicevano che la scuola è sicura e non è un luogo di contagio cominciano a tentennare o a ricredersi bisogna prendere atto che, con questo quadro epidemiologico, e con l'impatto delle varianti, insistere sulle lezioni in classe è troppo rischioso". Anche gli esperti del Cts sembrano essersi convinti. "Mi sembra abbiano dato un'indicazione di buon senso. Fissare una determinata soglia di incidenza dei contagi, a prescindere dal colore, oltre la quale debba scattare lo stop alla didattica in presenza, è un passo avanti. Non bisogna rincorrere il virus e aspettare di finire in zona rossa per puntare sulla Dad, noi l'abbiamo fatto pur essendo in giallo", aggiunge.

Infine Lopalco spiega perché tenere aperte le scuole, secondo lui, è un rischio: "Basta un po' di buon senso e un minimo di esperienza epidemiologica per capirlo:  criticità irrisolte all'interno delle scuole, nonostante i protocolli sanitari, scarsa attenzione all'igiene di bambini e ragazzi, servizio mensa, uso disinvolto delle mascherine. E poi il fattore di rischio principale: la mobilità legata alla scuola, milioni di persone ogni giorno".