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Covid e Dpcm, Gelmini alle Regioni: "Restano le fasce e misure in vigore dal lunedì"

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Covid, primi cambiamenti in vista del nuovo dpcm. Il ministro per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini, ha reso noto che al momento "resterà in vigore il sistema delle fasce" con i colori delle regioni e che le misure previste per le regioni che cambiano colore "entreranno in vigore dal lunedì e non più dalla domenica". 

 

Entro domani, venerdì 26 febbraio, il governo farà avere, "con grande anticipo rispetto alla scadenza del 5 marzo" una prima bozza del Dpcm contenente le nuove misure anti-contagio, ha poi promesso la ministra, in videoconferenza con le Regioni, assicurando che "il governo sta lavorando intensamente in queste ore sul nuovo provvedimento anti- Covid. Per l’esecutivo Draghi è fondamentale il confronto costante con le Regioni e anticipare le decisioni, in modo da lasciare ai cittadini il tempo necessario per poter organizzare la propria vita". Gelmini ha inoltre dichiarato che "finora è stato scongiurato un lockdown generalizzato e questo deve essere l’obiettivo principale anche per le prossime settimane e per i prossimi mesi". E un’altra novità sarà che "le nuove eventuali misure di chiusura non scatteranno più dalla domenica, ma dal lunedì successivo. Questo avevano chiesto le Regioni, e lo avevo condiviso, questo abbiamo ottenuto. Così aiutiamo anche le attività economiche che non perderanno il week end di lavoro".

 

Confronto serrato anche in vista di una graduale riapertura dei luoghi della cultura: "Il ministro Franceschini ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate. È un percorso, non è un risultato ancora acquisito. Ma è un segnale che va nella giusta direzione. E che speriamo possa presto coinvolgere anche altre attività economiche", ha detto Gelmini. Soddisfatte a metà le regioni, che con il governatore Bonaccini spiegano: "Stamattina sono arrivate alcune prime risposte positive, ma su altri temi occorrono ulteriori riscontri. In particolare, occorre una decisa accelerazione sul piano vaccini, una revisione dei criteri per l’assegnazione delle fasce e una valutazione preventiva sull’impatto delle varianti".